Coronavirus, da marzo a oggi: cos'è cambiato nel corso dei 7 mesi
Coronavirus, da marzo a oggi: cos'è cambiato nel corso dei 7 mesi

Dal lockdown di marzo durante il picco della pandemia che ferma l'Italia alla nuova stretta per la seconda ondata di ottobre

Covid-19, una pandemia che sembra non voler finire, con i contagi che tornano ad aumentare. Una brutta storia cominciata a gennaio e diventata terribilmente triste in poche settimane. Il 9 marzo il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte firma il Dpcm che introduce il lockdown su tutto il territorio nazionale. L’imperativo è contenere e gestire l’emergenza dopo il rapido aumento dei casi, dei malati e delle vittime. Sono sospese tutte le attività produttive industriali e commerciali, vietati gli spostamenti in altri comuni (salvo per esigenze lavorative o di salute) e attuato lo smart working da casa. L’Italia si ferma improvvisamente. Il 9 marzo il bollettino pubblicato dal Ministero della Salute registra 7985 casi positivi su 53826 tamponi totali effettuati, 2936 persone in isolamento domiciliare e 733 in terapia intensiva. I morti sono 463.

Martedì 6 ottobre 2020, sono passati più di sei mesi. Salgono a 2677 i nuovi contagi rispetto ai 2257 di lunedì, per un totale di 330.263. Nelle ultime 24 ore 99.742 i tamponi processati. Ventotto vittime in 24 ore e 1418 guariti. Il dato più significativo riguarda le terapie intensive, oggi 319 in tutto il territorio nazionale, contro le 3856 del 30 marzo.

Il Premier Conte intanto esclude l’ipotesi di un nuovo lockdown per il Paese: “Siamo in una situazione diversa da quella della fase iniziale, quella più acuta. È chiaro che il contagio continua, ma io posso dire che siamo fiduciosi di tenerlo sotto controllo perché abbiamo un sistema sanitario rafforzato”, le parole del capo del governo.

Intanto, mentre medici e ricercatori sono al lavoro su vaccini e cure, il governo pensa a misure che possano frenare la cosiddetta 'seconda ondata'. Dopo la proroga dello Stato di emergenza fino al 31 gennaio 2021, l'esecutivo discute il nuovo Dpcm. Si va verso l'obbligo di indossare la mascherina anche all’aperto, stretta su matrimoni e feste private e soprattutto un incremento dei controlli nei luoghi della movida con multe salate per i trasgressori, che vanno da 400 a 3mila euro. A vigilare sul rispetto delle nuove regole potrebbe intervenire anche l’esercito. Bar e ristoranti però dovrebbero riuscire a evitare il 'coprifuoco': il governo sembra intenzionato a non varare la chiusura anticipata alle 22 o alle 23, lasciando mano libera alle Regioni per eventuali misure più severe.

 

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