Coronavirus, casi in calo ma giù anche i tamponi. Oggi il Dpcm, probabile mascherina all'aperto
Coronavirus, casi in calo ma giù anche i tamponi. Oggi il Dpcm, probabile mascherina all'aperto

2.578 nuovi contagi con 92.714 test processati. 18 i morti. Speranza: Al lavoro per evitare lockdown

I nuovi casi di coronavirus in Italia sono in lieve calo (2.578 contro i 2.844 di sabato), a fronte però di una consistente diminuzione dei tamponi processati: 26mila in meno in 24 ore. Le nuove vittime del Covid in Italia sono 18, anche queste in calo, ieri erano state 27. In questo difficile quadro, il ministro della Salute, Roberto Speranza, sottolinea che il Governo "deve lavorare giorno e notte per evitare un nuovo lockdown. Perché quello generalizzato che abbiamo deciso a marzo ha un costo sociale, economico, che non possiamo permetterci. Ma il risultato non è scritto nel cielo, cosa accadrà nelle prossime settimane dipende da ognuno di noi. Non c'è una linea, un numerino da mettere oltre il quale scatta il lockdown. Poi ci sono tanti fattori, come il numero di posti delle terapie intensive e le età dei contagiati". In questo momento i positivi nel nostro Paese sono 57.429: di questi, sono 303 le persone ricoverate in terapia intensiva, 6 in più di ieri. I ricoverati con sintomi sono 3.287 (82 più di ieri) mentre le persone in isolamento domiciliare sono 53.839 (ieri erano 52.064). Nelle ultime 24 ore sono però 697 i nuovi guariti. Forte il calo dei tamponi, che ridimensiona il dato dei nuovi contagiati: 92.714 test processati, contro i 118.932 di ieri.

La curva cresce, e Speranza spiega: "Valutiamo l'ipotesi di obbligo di mascherina sempre anche all'esterno su tutto il territorio nazionale. Stessa cosa per il divieto di assembramenti. La crescita della curva dei contagi ci chiede di essere rigorosi e controllare. Certo, poi non possiamo mettere un poliziotto ogni persona, non è il nostro modo di agire". Ma, rimarca il ministro, "non siamo in una fase normale, siamo dentro un'epidemia e vogliamo tenere aperte le scuole, abbiamo bisogno dell'aiuto di tutti, di un patto dove ognuno fa la propria parte".

Proprio le scuole restano uno dei punti di maggiore criticità: "I numeri - sottolinea Speranza - sono ancora assolutamente sostenibili, siamo intorno al migliaio di istituti dove si sono verificati casi, ma ci sono stati pronti interventi da parte dei dipartimenti territoriali e delle aziende sanitarie locali". Prende sempre più corpo dunque l'ipotesi di un obbligo generalizzato di mascherine indossate anche all'aperto. La novità potrebbe essere introdotta dal nuovo Dpcm in discussione oggi al Consiglio dei ministri, mentre domani ci sarà la discussione alle Camere sulla proroga fino al 31 gennaio dello stato di emergenza.

Uno dei primi a decidere di reintrodurre l'uso delle mascherine all'aperto (poi seguito da Zingaretti) era stato, già nei giorni scorsi, il governatore della Campania, Vincenzo De Luca, che ieri a Roma ha incontrato il ministro dell'Interno, Luciana Lamorgese, e il capo della polizia, Franco Gabrielli. Nel corso dell'incontro si è concordato sulla necessità di mettere in campo "forti azioni mirate per il rispetto delle ordinanze nazionali e regionali, e per il contrasto di comportamenti irresponsabili e non rispettosi delle regole". Si metteranno in campo nelle prossime ore azioni mirate in relazione ai fenomeni di assembramenti pericolosi, sollecitando un impegno straordinario delle polizie municipali, con l'aiuto anche dell'Esercito dove necessario. "È del tutto evidente - afferma De Luca - che senza la responsabilità e l'autodisciplina di ogni cittadino, i problemi sono destinati ad aggravarsi. Ma le azioni che si metteranno in campo nelle prossime ore, anche in relazione a nuove ordinanze nazionali e regionali, serviranno a isolare ed eliminare situazioni di irresponsabilità".

© Copyright LaPresse - Riproduzione Riservata