Allarme Ue: In alcuni Stati ora è peggio che a marzo. In Italia rischio basso
Allarme Ue: In alcuni Stati ora è peggio che a marzo. In Italia rischio basso

La commissaria Kyriakides: "Agire subito". Nuovo picco in Gran Bretagna

Per l'Europa potrebbe essere l'ultima chance per evitare di tornare ai livelli drammatici di contagi di Covid-19 registrati in primavera e per scongiurare un nuovo lockdown generale. A lanciare l'allarme è la commissaria europea alla Salute Stella Kyriakides, che ha definito questo momento "decisivo". "Alcuni paesi stanno segnalando più casi ora di quanti ne abbiano registrati a marzo", ha sottolineato la commissaria, invitando tutti gli Stati membri a tenersi pronti a una stretta delle misure di contenimento "al primissimo segnale di potenziali nuovi focolai". Bene invece l'Italia che, secondo l'ultimo rapporto sulla valutazione del rischio stilato dal Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ecdc), risulta tra i paesi a "basso rischio" e con "un trend stabile".

Oltre all'Italia, la pandemia è sotto controllo anche in altri 11 Paesi, tra cui, a sorpresa, il Belgio, che nel corso della prima ondata aveva registrato uno dei tassi di mortalità più elevati nel vecchio continente, e la Svezia, al centro delle polemiche per le misure lasse adottate contro il Covid-19. In questi Paesi la probabilità di infettarsi resta bassa, come lo sono anche la percentuale di positivi tra le persone anziane, i casi gravi e i decessi e non è a rischio neanche il sistema sanitario. Tuttavia, l'agenzia indipendente dell'Ue consiglia "un attento monitoraggio della situazione epidemiologica complessiva" per evitare un aumento del livello di allarme nelle prossime settimane.

Il trend è preoccupante negli altri Paesi europei, compreso il Regno Unito, dove, nelle ultime 24 ore, è stato registrato un nuovo picco con 6.634 casi e 40 morti. A Londra, e in altri Stati, tra cui la Francia e l'Austria, nonostante l'aumento consistente dei contagi, restano bassi i numeri dei malati gravi e delle vittime. Mentre in Spagna, insieme, tra gli altri, a Croazia, Romania e Malta il livello di allarme è massimo per l'incremento dei decessi e lo stato delle strutture ospedaliere, già ampiamente sotto pressione.

Secondo i dati dell'Ecdc, in Europa sono stati segnalati più di 3 milioni di casi dall'inizio dell'anno e 187.509 decessi. Per frenare la pandemia sono stati adottati rigidi lockdown che potrebbero essere nuovamente disposti se le infezioni continueranno a crescere. E' il caso dello Stato di Israele che è tornato a un blocco totale di due settimane dopo il picco rilevato nei giorni scorsi. Uno scenario che i Paesi europei vorrebbero evitare per il possibile impatto disastroso sull'economia. L'Ecdc ha consigliato, per scongiurarlo, di rispettare le norme igieniche e il distanziamento sociale e di mantenere la durata della quarantena di 14 giorni e di non ridurla, come è stato fatto ad esempio in Francia. "La pandemia è tutt'altro che finita", ha avvertito il direttore dell'agenzia Ue Andrea Ammon, "non dobbiamo abbassare la guardia".

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