In calo le terapie intensive, crescono i ricoveri ordinari. Tasso di positività al 16,3%

Via il sistema a colori. Le Regioni proseguono con il loro mantra rivolto al governo. “Non è più il caso. Siamo tutti d’accordo”, dice il presidente del Molise, Donato Toma. Anche perché i dati delle occupazioni dei reparti parlano chiaro. A livello nazionale, si legge nel report di Agenas i ricoveri in reparto salgono al 30%. Va meglio per le terapie intensive dove i ricoveri sono stabili al 18% e in calo in sei Regioni. Con i parametri attuali quella più vicina alla famigerata ‘zona rossa’ è la Valle d’Aosta dove i ricoveri in area medica sono al 57% e quelli in terapia intensiva al 24%. I dati della piccola Regione però sono troppo volatili vista la scarsa quantità di posti letto. Per questo motivo il presidente Erik Lavevaz bolla come “inaccettabile” un’eventuale spostamento nell’area con le maggiori restrizioni.

“La zona rossa per noi sarebbe molto grave, vista anche la stagione sciistica – spiega a LaPresse – abbiamo preparato un protocollo per evitare il peggio, se fossimo in una situazione particolarmente delicata o con dei focolai, potrei capirne la necessità di un lockdown, ma oggi la nostra difficoltà è sul conteggio e non sulla realtà delle cose”.

L’ultimo bollettino del ministero della Salute

La curva epidemiologica intanto pare aver iniziato la sua fase di discesa. Nelle ultime 24 ore i nuovi casi di covid registrati in Italia sono stati 192.320 con 1.1 milioni di tamponi processati e un tasso di positività del 16,3%. Sette giorni fa i contagi erano stati 196mila con il 16,5% di tamponi positivi. I decessi dichiarati, frutto anche di alcuni ricalcoli, sono 380. Discrete notizie arrivano dagli ospedali. Il saldo delle terapie intensive infatti è di -27 con 134 ingressi al giorno e 1.688 malati complessivi. I ricoveri invece salgono di 52 unità e raggiungono quota 19.500

A tracciare la fotografia della situazione nelle strutture sanitarie è la Fiaso tramite i suoi ospedali sentinella. Dall’ultimo report si evince che la crescita dei ricoveri rallenta assestandosi al 7,1% nel periodo 11-18 gennaio. Un incremento decisamente più basso rispetto all’accelerazione del 18% registrata nella settimana precedente. Per quanto riguarda i pazienti in terapia intensiva il 62% dei letti sono occupati da pazienti non vaccinati. Per quanto riguarda l’annosa discussione fra pazienti ricoverati ‘con’ il covid o ‘per’ il covid Fiaso mette in luce come il 67,2% dei pazienti ha sviluppato la malattia da Covid e ha una patologia polmonare e delle vie respiratorie mentre il 32,8% è positivo ma si trova in ospedale per curare altre patologie e, nella maggior parte dei casi, lo ha scoperto solo al momento del ricovero che prevede il tampone. Diverso invece il quadro delle terapie intensive. In questo caso solo il 10% dei pazienti positivi al Sars-Cov-2 è ricoverato per altre patologi. Continuano infine a crescere (+27,5%) le ospedalizzazioni nelle strutture pediatriche. Tra i piccoli degenti il 34% ha tra meno di 6 mesi. Complessivamente quasi due su tre dei minori ricoverati (il 61%), ha meno di 4 anni ed è dunque in una fascia di età non vaccinabile mentre il 25% ha tra 5 e 11 anni.

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