Volano i casi contagi anche in Polonia e in Repubblica Ceca. La Francia pronta a lanciare una campagna per salvare le feste di fine anno

L’Europa è travolta dalla nuova ondata di Covid che rischia di frenare anche le prossime festività natalizie. In Germania nuovo record di contagi, 75.961 con 351 decessi nelle ultime 24 ore: superata la soglia delle 100 mila morti da inizio pandemia. Numeri che hanno portato la cancelliera Angela Merkel a chiedere un lockdown immediato di due settimane. Una richiesta, però, che secondo la Bild i leader della futura coalizione di governo (Spd-Verdi-Liberali), che oggi hanno raggiunto l’accordo per la formazione dell’esecutivo, hanno, per il momento, respinto. Con il futuro cancelliere Olaf Scholz che però ha già annunciato di voler istituire una squadra di crisi permanente e un gruppo di esperti della Cancelleria, per affrontare la pandemia. Dove invece il lockdown è già stato deciso è in Slovacchia: blocco totale da giovedì 25 novembre per due settimane. Ristoranti e negozi saranno chiusi, tranne quelli che vengono beni essenziali. D’altra parte la presidente Zuzana Caputova l’aveva già definito “inevitabile”, vista la tremenda ondata di contagi in atto.

A Bratislava strade vuote

Ma la situazione è delicata in mezza Europa, con record di contagi anche in Polonia e in Repubblica Ceca. E la Francia è pronta a lanciare una campagna per “salvare le feste di fine anno”, ha spiegato il portavoce del Governo Gabriel Attal.

Ma Robb Butler, direttore esecutivo dell’Oms Europa, in un’intervista all’emittente britannica Sky News arriva a dire che è tempo che i Paesi discutano di obbligo vaccinale: “La storia insegna che in alcuni casi gli obblighi sono arrivati a scapito della fiducia, dell’inclusione sociale. Quindi è molto delicato, ma crediamo che sia il momento di avere quella conversazione”. Non la pensa allo stesso modo la direttrice dell’Ecdc, Andrea Ammon, secondo la quale l’obbligo vaccinale “non è una bacchetta magica”, anzi “potrebbe anche portare a una polarizzazione.

Molti vogliono che sia una loro decisione, non una imposizione. Quindi l’obbligo potrebbe portare a un rigetto”. Ammon non può però negare il peso che la pandemia potrebbe avere tra dicembre e gennaio senza misure aggiuntive e invita a colmare il divario immunitario fornendo dosi di richiamo a tutti gli adulti, con priorità agli over 40. Ma sul prossimo Natale, non è particolarmente positiva: “”Ci sono misure meno intrusive del lockdown, come usare mascherine, lavorare da casa, ridurre le persone sul trasporto pubblico, ridurre le persone che si possono incontrare al chiuso. Abbiamo ancora tempo prima di Natale, ma se la situazione non dovesse migliore allora queste misure dovranno essere adottate anche a Natale”.

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