Nelle ultime 24 ore sono 6.619 i nuovi positivi, con un tasso di positività ancora intorno al 2,7

Lenta ma costante, prosegue la risalita dei contagi da coronavirus in Italia: nelle ultime 24 ore sono 6.619, con un tasso di positività ancora intorno al 2,7%. A preoccupare è la variante Delta, che è molto più contagiosa, si diffonde soprattutto tra i giovani ed è ormai, certifica l’Istituto superiore di sanità, causa del 94,8% dei casi registrati nel nostro Paese. “I Paesi dell’Europa cominciano a cambiare colore: dal verde – quindi con una circolazione contenuta – che migra verso l’arancione fino al rosso intenso”, sottolinea il presidente dell’Iss, Silvio Brusaferro, spiegando che “anche in Italia, in tutte le regioni, c’è una crescita nel numero di nuovi casi e questo è sottolineato dal colore dell’Italia che comincia di nuovo a scurirsi”.

“Nelle ultime due settimane c’è stata una crescita nell’incidenza. Nella settimana scorsa, a livello nazionale avevamo un’incidenza di 41 casi per 100mila abitanti in un arco di tempo di sette giorni, in questa settimana – i dati sono aggiornati al 29 luglio – abbiamo un’incidenza di 58 casi in sette giorni”, spiega ancora Brusaferro.

Il numero di decessi resta però sotto controllo (18 nelle ultime 24 ore), così come la pressione sugli ospedali, che aumenta (le terapie intensive sono tornate sopra quota 200, a 201, dopo settimane) ma non in maniera eccessiva come nelle precedenti ondate. Frutto anche del buon andamento della campagna vaccinale, con 67.544.883 dosi somministrate e 31.770.746 di persone, il 58,82% della popolazione over 12, che ha ricevuto entrambe le dosi.

Grazie a questi numeri, in questo momento negli ospedali italiani l’occupazione da parte di pazienti Covid “nel caso dell’area medica è del 2,9% e nel caso della terapia intensiva è del 2,2%”, sottolinea Brusaferro. “I dati sulla popolazione che viene colpita da questa infezione – aggiunge – iniziano a stabilizzarsi: l’età mediana della diagnosi è 27 anni, quella del primo ricovero 49. L’ingresso in terapia intensiva ha un’età media di 63 anni. In risalita l’età mediana di chi non sopravvive, 80 anni”.

Intanto la Lombardia presenta i dati della campagna vaccinale, affidata a Guido Bertolaso, e il presidente, Attilio Fontana, non nasconde la soddisfazione: “La Lombardia con 12 milioni di dosi somministrate è al primo posto in Italia e al quinto posto a livello mondiale. Un risultato che ci riempie d’orgoglio e per il quale dobbiamo dire grazie a tutti coloro che hanno partecipato a questa campagna”. Fontana pone l’accento sull’importanza di convincere gli indecisi: “Le persone che finiscono in ospedale sono quelle che non sono ancora vaccinate o che hanno ricevuto solo una dose. Non possiamo accettare comportamenti che ci portino nuovamente a misure restrittive, che non vogliamo e non possiamo permetterci: la Lombardia sta ripartendo, è tornata a essere la locomotiva del Paese, e dobbiamo fare in modo che tutte le persone a rischio vengano convinte a tutti i costi della necessità della vaccinazione”.

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