Le ordinanze del ministro della Salute Roberto Speranza entreranno in vigore lunedì 8 marzo. Campania e Romagna nella fascia più a rischio

Da Nord a Sud salgono i contagi, con la mappa della Penisola che cambia colore: lunedì la Campania e la Romagna (per decisione del governatore Bonaccini) saranno in zona rossa, insieme a Molise e Basilicata, mentre da giallo passeranno in arancione Veneto e Friuli Venezia Giulia, facendo salire a dieci il numero delle Regioni in fascia di rischio medio alta, cui si aggiungono le province autonome di Trento e Bolzano, anche loro in arancione.

Nel periodo tra il 10 e il 23 febbraio, si legge nel monitoraggio settimanale dell’Istituto superiore di sanità, “l’Rt medio calcolato sui casi sintomatici è stato pari a 1,06 (range 0,98- 1,20), in aumento rispetto alla settimana precedente e sopra uno per la prima volta in sette settimane”.

Per il presidente dell’Iss Silvio Brusaferro, “siamo in una progressione rapida dell’andamento del virus. L’incidenza sta aumentando, ed è assolutamente importante prendere dei provvedimenti di mitigazione”.

“L’obiettivo – aggiunge – è riportare l’Rt medio sotto l’1 il più velocemente possibile”.

Secondo i dati raccolti dall’Istituto, il numero di persone ricoverate in terapia intensiva è in aumento da 2.146 (23/02/2021) a 2.327 (02/03/2021); anche il numero di persone ricoverate cresce, passando da 18.295 (23/02/2021) a 19.570 (02/03/2021).

Si osserva inoltre un forte aumento nel numero di nuovi casi non associati a catene di trasmissione (41.833 vs 31.378 la settimana precedente) e scende la percentuale dei casi rilevati attraverso l’attività di tracciamento dei contatti (28,8% vs 29,4%).

Chi studia le evoluzioni della curva Covid invita a evitare i contatti e stare in casa il più possibile, anche perché la cosiddetta variante ‘inglese’ del virus, ormai largamente maggioritaria, pur non essendo più letale ha un tasso di trasmissibilità superiore di oltre il 35%.

“Il contagio al momento avviene soprattutto a livello familiare quindi persone che viaggiano, lavorano e vanno a scuola – spiega Brusaferro -. E’ difficile pesare i singoli elementi. Sappiamo che il contesto scolastico è ben organizzato ma i ragazzi di questa fascia di età poi tornano a casa o fanno anche attività socializzante. Bisogna intervenire per fare in modo che la circolazione del virus e quindi la trasmissione si riduca”.

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