Il sindaco indica in particolare la Franciacorta come il territorio più colpito della provincia

Il boom di contagi registrato in provincia di Brescia, con oltre 1.100 casi negli ultimi due giorni, preoccupa le autorità locali e nazionali tanto che il Cts sta valutando la situazione e potrebbe a breve decidere il da farsi.

A spiegarlo è stato il sindaco di Brescia, Emilio Del Bono, in conferenza stampa. “Ho sentito il presidente Fontana che mi ha informato che il Cts farà le sue valutazioni a breve”, spiega il primo cittadino. “L’andamento e il numero dei contagi nella provincia di Brescia è in crescita da ormai parecchi giorni e adesso ha cominciato ad avere un impatto sulle strutture sanitarie con un graduale, anche se non drammatico incremento dei ricoveri”, sottolinea ancora Del Bono che indica in particolare la Franciacorta come la zona più colpita della provincia.

“È evidente che il virus sta circolando e circola in maniera indistinta, anche perché, essendo in zona gialla, le persone si muovono e inevitabilmente il virus circola con esse”, dice ancora il sindaco della Leonessa che non parla, ancora per ora, di zona rossa.

Sarà il Cts a decidere cosa fare, in base ai dati, e se eventualmente chiudere tutta la provincia o optare per chiusure chirurgiche, limitate cioè a pochi comuni o a singole zone.

Certo è, precisa Del Bono, che “da questa situazione usciamo solo con una campagna massiva di vaccinazione e fino a che non avremo numeri importanti andremo avanti con chiusure e aperture graduali”. Da qui la richiesta di accelerare con la vaccinazione, aprendo non solo agli hub individuati secondo i criteri di Palazzo Lombardia (per Brescia sono la ‘Omb Technology’ e l’ex Frecciarossa) ma alle grandi fabbriche.

Intanto, arriva la richiesta del presidente dalla Commissione d’inchiesta Covid-19 in Lombardia, Gianni Girelli per “intensificare in modo massiccio i tamponi sulla popolazione bresciana. Dobbiamo assolutamente evitare di ripiombare in una nuova ondata, dobbiamo impedire che i focolai, probabilmente dovuti alle varianti in circolazione, diano una battuta d’arresto alla vaccinazione anticovid che in questi giorni sta interessando anche gli ultraottantenni”.

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