La Germania sarà il primo Paese dell'Unione europea a utilizzare il cocktail sperimentale a base di anticorpi monoclonali contro il Covid-19, con cui è stato curato l'ex presidente Donald Trump

La Germania sarà il primo Paese dell’Unione europea a utilizzare il cocktail sperimentale a base di anticorpi monoclonali contro il Covid-19, con cui è stato curato l’ex presidente Donald Trump. Lo ha annunciato il ministro della Salute di Berlino, Jens Spahn, secondo Bild am Sonntag, annunciando l’acquisto di 200mila dosi per 400 milioni di euro che saranno distribuite dalla prossima settimana. “Funziona come una vaccinazione passiva. La somministrazione nelle prime fasi può aiutare i pazienti ad alto rischio a evitare una progressione più grave”, ha spiegato Spahn. La notizia arriva mentre c’è tensione Europa, ma non solo, sulla fornitura e distribuzione dei vaccini, a causa di stop e ritardi. Sul punto è tornato anche il presidente del Consiglio europeo Charles Michel, promettendo che le aziende farmaceutiche dovranno “rispettare i contratti sui vaccini”.

Il Regno Unito espande intanto il suo programma di vaccinazione, mentre quasi 6 milioni di persone hanno ricevuto la prima dose e il bilancio delle vittime si avvicina a 100mila. L’obiettivo di Londra è vaccinare 15 milioni di persone, compresi tutti gli over 70, con la prima dose entro il 15 febbraio, e poi tutti gli adulti entro settembre. Nelle ultime 24, il Paese ha registrato oltre 30mila nuovi casi e 610 decessi. Quando supererà la soglia di 100mila morti, sarà il quinto al mondo dopo Usa, Brasile, India e Messico (tutti con popolazione molto più ampia dei suoi 67 milioni di persone). Nel frattempo il vice ufficiale medico britannico, Jonathan Van-Tam, ha avvertito che chi è vaccinato potrebbe comunque trasmettere il virus, quindi tutti dovrebbero continuare a seguire le regole anticontagio.

Sempre in Europa, il governo francese potrebbe imporre un terzo lockdown, se il coprifuoco di 12 ore non rallenterà le infezioni. Esattamente un anno dopo l’annuncio del primo caso in Europa, il ministro della Salute Olivier Veran ha detto che, se le infezioni non diminuiranno e “se le varianti inizieranno a diffondersi ovunque, dovremo prendere misure extra. E questo si chiama confinamento”. Dopo un calo, i contagi, ricoveri e decessi hanno ripreso ad aumentare. La Francia, con oltre 72mila morti, ha vaccinato più di 1 milione di persone, tra ritardi burocratici e logistici. E le nuove varianti hanno spinto anche Israele a nuove misure: il premier Benjamin Netanyahu ha annunciato che per evitarne l’importazione sono bloccati i voli passeggeri all’aeroporto Ben Gurion.

Nelle Americhe, gli Usa hanno superato i 25 milioni di casi confermati, secondo la Johns Hopkins University: è il dato più alto al mondo. Nel Paese si conta circa uno su quattro casi segnalati nel mondo, uno su cinque decessi, mentre il numero di nuovi casi ha rallentato passando a una media di 176mila al giorno nell’ultima settimana, dalle 244mila di inizio gennaio. Più a sud, resta drammatica la situazione nello Stato brasiliano di Amazonas, dove gli ospedali di Manaus sono sotto estrema pressione per l’aumento delle infezioni, attribuita a una variante più contagiosa. Oltre 580 persone attendono l’ingresso in ospedale, oltre 100 un letto di terapia intensiva, mentre c’è grave carenza di forniture di ossigeno. Il governatore dell’Amazonas, Wilson Lima, ha annunciato nuove dure misure di lockdown da lunedì, con il divieto di uscire se non per ragioni essenziali.

© Copyright LaPresse - Riproduzione Riservata