Zeman: Nazionale non fa per me, ct è incarico politico
L'attuale tecnico del Lugano, in un'intervista rilasciata al quotidiano 'Avvenire', è tornato a parlare del calcio italiano e della Serie A

"Qualche nazionale me l'hanno proposta, ma non è roba per me. Io voglio stare sul campo tutti i giorni e non incontrare i calciatori una volta ogni tre mesi. L'Italia non mi chiamerebbe mai, fare il ct è un incarico politico mica un lavoro qualsiasi". Zdenek Zeman, attuale tecnico del Lugano, in un'intervista rilasciata al quotidiano 'Avvenire', è tornato a parlare del calcio italiano e della Serie A. "Non mi sembra che il calcio italiano stia vivendo la sua migliore stagione. In Europa ci sono almeno tre o quattro Paesi che 'giocano calcio' superiore - ha evidenziato l'allenatore boemo, che promuove Eusebio Di Francesco. "Fa giocare il Sassuolo nella maniera che piace a me. Oltre a Di Francesco però non vedo altre guide in Serie A...- ha evidenziato - Fiorentina-Napoli è stata la più bella partita della stagione, ma solo perché ogni tanto qualcuno da noi si ricorda che bisogna giocare a calcio prima che cercare il risultato ad ogni costo".

 Tra i tanti campioni allenati, Zeman si è soffermato su Totti e Verratti. "Su Totti ho già detto, in panchina Francesco sente freddo... Verratti è finito al Paris Saint Germain per sbaglio. Quell'estate che salimmo in Serie A aveva molte offerte da grandi società italiane, ma poi a decidere è sempre una questione economica - ha rivelato l'allenatore del Lugano - Adesso Verratti guadagna molto, sta in una squadra dove ogni anno a Natale hanno già vinto il campionato, gioca la Champions al fianco di grandi campioni e forse riuscirà a realizzarsi meglio a Parigi che in Italia".
 

 

 

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