Salvini e Giorgetti durante la conferenza stampa di oggi
Violenza e razzismo negli stadi. Salvini: "No alla sospensione delle partite"

Per il ministro (fautore del dialogo con la parte "buona della tifoseria organizzata), "è un terreno scivoloso" e si rischia di darla vinta ai "cattivi". Partite a rischio non di sera, guardie negli stadi, alcune delle proposte

Contrario a sospendere le partite ("per non darla vinta ai teppisti"), favorevole al dialogo con la parte "buona" del tifo organizzato ("quelli cattivi vanno ingabbiati"), giocare certe partite più rischiose "alla luce del sole". Matteo Salvini (da ragazzo ultras del Milan e, oggi, ancora tifosissimo) ha spiegato, in una conferenza stampa, le indicazioni emerse dalla riunione dell'Osservatorio nazionale sulle manifestazioni sportive. Il ministro, in sostanza, è per un atteggiamento dialogante con chi fa le coreografie ("perché uno stadio senza suoni, cori e colori, non è uno stadio") e per il pugno duro per i violenti e chi va in curva per fare a botte o per spacciare droga. Ma il come rimane in parte nebuloso. Ad esempio, nessuno ha chiarito se, quando (e dopo quanti cori razzisti) una partita vada sospesa e, soprattutto, chi decide. Il presidente della Figc, Gabriele Gravina, prima della riunione, ha detto che non può essere l'arbitro: "L'arbitro non ha nessuna discrezione. Esiste un provvedimento chiaro. L'arbitro non è in grado di poter valutare i rischi legati alla sospensione di una gara come impatto sul mantenimento dell'ordine pubblico. E' una cosa che va avanti da quindici anni e che puntualmente si ripresenta - ha aggiunto - Il ministero ha sempre detto che la competenza è sua".

No alle sospensioni - Salvini sul punto la vede così: "Il tema della sospensione delle partite è scivoloso perché è un funzionario del ministro dell'Interno che si prende l'onere di dire sì o no. Poi si rischia di mettere in mano a pochi il destino di tanti, e chi decide il criterio di discriminazione? Preferisco prevenire e responsabilizzare". In sostanza, l ministro ritiene che se basta un coro per far sospendere la partita, alcune frange di tifosi potrebbero approfittarsene per danneggiare una società con la quale sono in lite o fermare una gara che la loro squadra sta perdendo. Quindi, la sospensione delle partite per i buu razzisti, non sembra sia stata la soluzione preferita dai presenti alla riunione.

Violenza in miglioramento - Il ministro degli Interni è convinto che la situazione, negli stadi, sia in deciso miglioramento. Le violenze difficilmente si svolgono negli impianti, ma accadono fuori o addirittura lontano  (autogrll): "I dati dicono che il calcio è un sport sempre più sano. Il numero dei feriti si è ridotto del 60%, sono scesi anche quello degli arrestati e dei Daspo. I cosiddetti 'daspati' - dice il mnistro -  oggi sono 6500. Stiamo parlando di un fenomeno che coinvolge 12 milioni di persone e di 6mila teppisti. Il calcio non è delinquenza ma passione, sport e tifo. Faremo tutto il possibile che sia per gli italiani perbene".

Guardine negli stadi - "Mi auguro che più società di calcio possibili possano avere stadi nuovi - ha detto Salvini - , di proprietà e fruibili sette giorni su sette e dove all'interno ci siano anche camere di sicurezza perché chi sbaglia paga e possibilmente paga sul posto".

Trasferte collettive - "Io sono per tornare ad autorizzare le trasferte collettive che sono maggiormente controllabili rispetto a centinaia di auto e mini van" ha detto Salvini nella Conferenza stampa dopo la riunione dell'Osservatoro.   Così il ministro dell'Interno, Matteo Salvini, al termine dell'Osservatorio nazionale sulle manifestazioni sportive. Sulle trasferte si è espresso anche Giancarlo Giorgetti, sottosegretario con delega allo Sport: "Non è vietando le trasferte o chiudendo gli stadi che si dà una segnale" che ha parlato anche degli orari delle gare: "Abbiamo ribadito alle società di calcio che gli orari delle partite devono essere subordinati a condizioni di agibilità e pertanto devono essere gestiti con le autorità di pubblica sicurezza".

Supercoppa a Dubai - "In merito alla Supercoppa non inviterò al boicottaggio - ha detto Salvini - , mi limiterò a non guardare la partita. Farò altro perché la finale di Supercoppa Italiana in Arabia Saudita con le donne con i veli e i burka non ce la faccio".

 

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