Il presidente della Juve, Andrea Agnelli con Buffon
Il presidente della Juve, Andrea Agnelli con Buffon
SuperLega europea, il "no" della Serie A. Solo la Juve vota a favore

Anche i presidenti delle maggiori società italiane si sono espressi contro il progetto Eca-Uefa che prevede una sorta di supercampionato europeo a partire dal 2024. Astenute Milan, Inter, Fiorentina e Roma

Le Lega Serie A ha votato a larga maggioranza una delibera per allinearsi alle altre 4 leghe europee (Premier League, Bundesliga, Ligue 1 e Liga spagnola) contrarie alla riforma delle competizioni europee di cui si sta discutendo con Uefa ed Eca per il post 2024. Hanno votato a favore della delibera 15 club, contraria la Juve, mentre si sono astenute Milan, Inter, Fiorentina (rappresentata ancora dalla vecchia proprietà, ndr) e Roma.

Il progetto prevede (a partire dal 2024) un supercampionato europeo a 32 squadre con sotto altre due Coppe (Europa League 1 e 2) ciascuna da 32. La "piramide" del calcio europeo, avrebbe dunque un centinaio di squadre divise in tre competizioni con promozioni e retrocessioni da una all'altra. Solo al di sotto ci sarebbero i campionati nazionali che verrebbero ridotti pressoché a zero dal punto di vista dell'interesse, dei diritti televisivi e degli aspetti commerciali. La proposta ha suscitato il "no" di quasi tutte le società di calcio europeo con l'eccezione di poche "grandissime". Ne uscirebbe un calcio sempre più a due velocità.

"La Lega Serie A tutta è molto contraria a questa evoluzione delle competizioni europee perché non rappresenta non solo gli interessi, ma anche l'opinione pubblica abituata ad un certo tipo di campionato che ti consente di arrivare in Europa. Tutto questo è come è stato vissuto il calcio negli ultimi sessanta anni. E' una storia lunghissima che non può essere cancellata con un colpo di spugna solo perché fa bene al business". Così il presidente del Torino Urbano Cairo parlando a margine dell'assemblea della Lega Serie A contraria alla riforma delle competizioni europee post 2024 nell'ottica di una Superlega fra i top club. "Non è giusto, abbiamo visto come la Premier League, la Ligue 1, la Liga spagnola, la Bundesliga e oggi anche la Serie A si sono espresse in modo totalmente negativo perché questa nuova competizione non va nella direzione che vorrebbero i tifosi e sarebbe una cosa sbagliata dal punto di vista della meritocrazia", aggiunge il patron granata.

"Quest'anno l'Atalanta è arrivata terza con merito e se ci fosse la nuova competizione non si sarebbe qualificata per la Champions. Così come altre situazioni del genere. E' una cosa che Eca e Uefa devono meditare, perché le leghe si stanno coalizzando contro un progetto che non piace a nessuno", prosegue Cairo. "C'è ostilità verso questa proposta, ci sarà un comunicato molto netto. Questa riforma deve essere titolarmente ritirata e cancellata, poi si dovrà lavorare per arrivare a una proposta diversa che non favorisca solo 14 club che hanno preso 7 miliardi di euro negli ultimi 26 anni e che ne prenderebbero altrettanti nei prossimi sei e altri 7 nei successivi tre", spiega ancora Cairo. "Questo vorrebbe dire totalmente squilibrare la competizione nel calcio italiano ed europeo, invece si dovrebbe guardare alla Premier League che ripartisce i ricavi in maniera diversa: la prima prende 160 milioni e l'ultima 100. In Italia, invece, la prima prende 100 e l'ultima 30. Per questo il loro campionato è più equilibrato e divertente, tanto che poi alla fine si giocano anche le finali di Champions e di Europa League come quest'anno".

 

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