Suarez: saluti in lacrime al Barcellona. Sull'esame truffa tutto tace
Suarez: saluti in lacrime al Barcellona. Sull'esame truffa tutto tace

L'attaccante uruguaiano ha ufficializzato il passaggio all'Atletico Madrid per 6 milioni di euro

E' tempo di saluti per Luis Suarez che con le lacrime agli occhi dice addio al Barcellona in una conferenza al Camp Nou alla presenza del presidente blaugrana Josip Maria Bartomeu. Dalla mezzanotte di ieri, infatti, è ufficiale il passaggio dell'attaccante uruguaiano all'Atletico Madrid in cambio di 6 milioni di euro di bonus in base ai risultati. Il 33enne Pistolero ha firmato un contratto biennale da circa 9 milioni di euro all'anno. Ieri l'ultimo allenamento e il saluto ai compagni piangendo, oggi altre lacrime di emozione versate dinanzi ai giornalisti spagnoli che non hanno fatto domande su quanto sta avvenendo in Italia.

"È stato un mese pazzo. Tante sono state inventate, sono trapelate. Cose di cui indignarsi. Tutti conoscono il rapporto che ho con Leo, il tempo che siamo stati insieme abbiamo cercato di giocare al meglio", ha dichiarato Suarez riferendosi chissà forse anche alla vicenda di Perugia, oltre che alle polemiche per il suo addio al Barça. "È molto difficile per me. Prima di tutto devo ringraziare la società, che si è fidata di me. Sarò sempre grato per il trattamento ricevuto", ha aggiunto. Quindi nel ripercorrere ancora l'ultimo mese, il centravanti uruguaiano ha raccontato: "Quando il Barça mi ha messo sul mercato ho ricevuto tante chiamate, tante offerte. Ma io volevo una squadra in cui potessi competere con Barcellona e Real Madrid".

Intanto in Italia non si è ancora spenta  l'eco mediatica per il caso del presunto 'esame truffa', Sul fronte dell'inchiesta di Perugia, gli investigatori proseguono nel loro lavoro fra interrogatori e analisi del materiale fin qui recuperato. Così come procede l'inchiesta sportiva. Dalle ultime intercettazioni rese pubbliche, è spuntato anche il nome del Cfo Fabio Paratici citato in modo generico un dialogo tra il direttore generale dell’Ateneo Simone Olivieri e la persona alla quale il club bianconero si era rivolto per capire se Suarez potesse sostenere l'esame lì. “La Juventus ha fretta”, questa la frase registrata. In altre intercettazioni, alcuni dirigenti e docenti dell'università avevano commentato in modo colorito l'interesse di Paratici: "E' più importante di Mattarella".

La Juve al momento non ha espresso posizioni ufficiali e osserva dall'esterno l'evolversi della vicenda, anche perchè Paratici non ha mai contattato nessuno dell'università e non a caso nessuno del club bianconero risulta indagato. Attualmente restano quindi solo cinque gli indagati, tutti estranei al mondo del calcio, per i reati di concorso in corruzione per un atto contrario ai doveri d'ufficio. "Non c'è stata pressione, ma se uno fa un esame necessario per ottenere la cittadinanza è chiaro che spera di passare", ha spiegato oggi a Fanpage.it David Brunelli, difensore del rettore dell'Università per Stranieri di Perugia Giuliana Grego Bolli.

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