Serie A, polemiche e sospetti su Var e arbitri: rabbia di Allegri

Anche nel Boxing Day lo strumento che dovrebbe fare chiarezza in campo continua a far discutere

Anche nel Boxing Day gli arbitri e il Var continuano a far discutere per una serie di episodi dubbi, legati al suo utilizzo. Il gol di Ciano in Frosinone-Milan, cancellato dal Var per un fallo a centrocampo su Calhanoglu fa il paio con quello annullato a Douglas Costa in Juventus-Roma di sette giorni fa. La possibilità di andare a ritroso nel visionare un'azione che porta al gol, per individuare eventuali falli che la viziano, è previsto dal protocollo, ma è chiaro che non può che alimentare discussioni. In generale prima della giornata di oggi in meno di una decina di episodi dall'inizio del campionato, l'arbitro video e i suoi assistenti avrebbero dovuto prendere una decisione differente rispetto a quella presa. Un elenco non lunghissimo, per lo più in occasioni di tocchi di mano in area più o meno da rigore, ma certamente che ha fatto e fa discutere.

Nel corso del girone di andata molte sono state le lamentele da parte di allenatori e presidenti circa un minor utilizzo della tecnologia da parte degli arbitri. Da Cairo e Mazzarri per il Toro, fino al patron del Genoa Preziosi per non parlare del presidente della Roma Pallotta, in alcuni casi si è gridato allo scandalo e al ritorno alla 'famigerata' sudditanza psicologica verso le così dette grandi. L'ultimo in ordine di tempo è stato il presidente del Napoli De Laurentiis, che ha addirittura 'ricusato' preventivamente la designazione di Mazzoleni contro l'Inter. La critica mossa alla classe arbitrale è quella di utilizzare meno il Var rispetto alla scorsa stagione, quasi a voler riprendersi quel 'potere decisionale' che con la tecnologia sarebbe venuto meno. Secondo il designatore Rizzoli, però, nonostante la modifica al protocollo che ora presuppone l'intervento del Var solo nei casi di "chiaro ed evidente errore", non c'è stata alcuna interpretazione più restrittiva.

Insomma, Var sì o Var no? L'impressione è che proseguendo su questa strada si continuerà sempre di più a creare confusione e inevitabilmente ci sarà qualcuno che continuerà ad essere scontento. In molti propongono di dare la possibilità agli allenatori di chiamare un tot di volte per tempo l'intervento del Var, mutuando quello che accade nel volley o nel tennis, un'idea che per il momento non pare trovare breccia nell'International Board, l'organo deputato a modificare le regole del gioco e quindi anche del protocollo Var . La verità è che in Italia è ormai radicata una cultura del sospetto e della lamentela nei confronti dell'arbitro, che nemmeno uno strumento come il Var, che ha oltre il 90% di decisioni corrette, riesce a placare gli animi.

Non a caso nel dopo partita di Atalanta-Juve, emblematiche sono state le parole di Massimiliano Allegri: "Mi sembra non ci sia nessuna voglia, da parte di tutti, di migliorare il nostro calcio. Purtroppo in Italia non si migliorerà mai, nemmeno con l'impegno. Non è carino, elegante, fare certe dichiarazioni. Io sto sempre zitto, non parlo mai, ma se non siamo noi ad educare i tifosi poi non lamentiamoci quando la gente non viene allo stadio perché accadono degli incidenti". Parole molto forti quelle del tecnico bianconero, che inevitabilmente alimenteranno ulteriori discussioni. Apriti cielo...
 

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