Serie A, Milan: Ibra non basta. Con la Samp è 0-0
Serie A, Milan: Ibra non basta. Con la Samp è 0-0

Lo svedese esordisce al 55' ma i rossoneri continuano a non segnare. A San Siro pari a reti inviolate con i blucerchiati

La Befana oltre alle feste porta via al Milan anche l'effetto Ibra. Il Diavolo inizia il 2020 con un abulico 0-0 casalingo contro la Sampdoria. Il ritorno dello svedese, in campo per oltre mezz'ora nella ripresa, non è bastato da solo per cambiare le sorti di una squadra con poca qualità e ancor meno personalità. E che convive con un problema - quello del gol - sempre più preoccupante. La sfida tra il terzo e il quarto peggior attacco del campionato si chiude così con un pronosticabile pareggio a reti bianche, fatto di rimpianti e di occasioni sprecate, che in ogni caso non può non far felici i blucerchiati, che compiono un piccolo passo avanti verso la salvezza. Ai rossoneri non restano invece che i fischi di San Siro, passato nel giro di 90 minuti dall'entusiasmo per il bentornato al suo fuoriclasse alla frustrazione per una squadra che non riesce a invertire rotta in questa stagione avara di soddisfazioni.

La Samp che si presenta a San Siro è una squadra impaurita e con poche idee, in piena bagarre per non retrocedere. Nonostante la ventata di entusiasmo portata dal ritorno di Ibrahimovic sul rettangolo verde però i problemi del Diavolo restano gli stessi dell'anno passato: il gioco latita e la squadra fa una fatica tremenda a segnare. Complice l'atteggiamento remissivo dei liguri però il Milan potenzialmente a metà frazione un paio di volte vicino al gol: Theo Hernandez spizza su calcio d'angolo ma non trova nessun compagno a correggere in rete, la bordata di Bonaventura viene murata da Colley, Suso dopo una manovra pregevole si libera per il tiro ma alla fine perde tempo e viene rimontato da Chabot. L'unico vero intervento di Audero nei primi 45 minuti - chiusi con un gol annullato a Jankto per fuorigioco nell'unica vera sortita degli ospiti - resta così la parata in due tempi sul diagonale di Suso. Poco incisivo come il resto delle giocate del numero 8.

Di ritorno dagli spogliatoi il copione non cambia, anzi sono i ragazzi di Ranieri a creare la palla gol migliore con Gabbiadini, che a tu per tu con il portiere viene murato in uscita da Donnarumma. Pioli avverte il pericolo e cerca di dare una scossa. Che risponde al nome di Zlatan ibrahimovic. Lo svedese prende il posto di uno spaesato Piatek, dentro anche Leao per Bonaventura. E la gara cambia, ma non nel modo in cui auspicava l'allenatore rossonero. Perché più che il Milan è la Samp a prendere coraggio: le squadre si allungano, gli equilibri saltano e rispetto a un primo tempo da sbadigli la partita si vivacizza. Gabbiadini in una manciata di minuti si divora due occasioni, poi è proprio Ibra al secondo pallone toccato a sfiorare l'1-0 di testa. Il Milan riprende vigore ma Audero salva sulle iniziative di Leao e Calhanoglu, mentre sul tiro da due passi di Krunic si ritrova semplicemente la sfera tra le mani. I liguri di fanno vedere ancora con un tiro da fuori di Thorsby, anche se il finale è tutto in sofferenza. Il Milan però difetta di incisività e non ne approfitta. E al triplice fischio finale esce ancora una volta tra i fischi. Nonostante Ibra.

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