Serie A, Juventus-Chievo 3-0: Dybala show aspettando il Barcellona
I bianconeri portano a casa il terzo successo in campionato. Ma al Camp Nou dovranno impegnarsi molto di più

Il terzo successo in campionato della Juventus con affaccio diretto su Barcellona, ovvero sulla Champions League, non è stato nulla di straordinario ma molto di ordinario. Tre gol (a zero) contro il Chievo, con pochi lampi, almeno fino a quando non ha messo i piedi in campo Paolino Dybala, l'unico davvero indispensabile in questa squadra ancora in fase di assestamento.

Verrebbe da dire che se i campioni d'Italia vincono non dando proprio spettacolo, ma anzi evidenziando qualche anomalia strutturale, chissà dove arriveranno quando Allegri avrà sistemato tutti i meccanismi. Resta il fatto che martedì ci sarà bisogno di un'altra Juventus al Camp Nou, anche se le magie de La Joya sono sufficienti per tenere in vita sogni e ambizioni. Probabilmente solo attraverso un'autorete (minuto 17': punizione di Pjanic e deviazione aerea maldestra di Hetemaj) la Juventus poteva schiodare una partita grigia come il cielo che l'ha accompagnata dallo zero a zero.

A dispetto del 4-3-3, dell'inserimento di Douglas Costa nella linea offensiva assieme a Higuain e Mandzukic, del centrocampo avvitato su Pjanic con Matuidi e Sturaro a lavorare sporco, poco o nulla di ciò che avrebbe voluto vedere Allegri si è notato. I campioni d'Italia hanno saputo muoversi solo per linee orizzontali, con un estenuante, lentissimo giropalla, senza mai un lancio in profondità, un guizzo che nobilitasse la manovra, senza mai che il Pipita e il gigante croato fossero nella condizione di essere pericolosi. Prova ne sia che alla fine del primo tempo i bianconeri avevano imbastito appena un'azione degna di rilievo, con una combinazione Matuidi-Higuain-Pjanic che ha costretto Sorrentino a un intervento delicatissimo. Anche perché il Chievo non è rimasto a guardare, ha provato a rimontare, c'è andato molto vicino in una circostanza (26': punizione di Radovanovic, respinta di Szczesny e intervento liberatorio di Benatia), ha mantenuto in pressione e apprensione la retroguardia bianconera. L'inserimento di Dybala (con il ritorno al 4-2-3-1) a inizio della ripresa ha garantito più qualità e imprevedibilità alla manovra, non a caso cinque minuti dopo l'ingresso in campo dell'argentino c'è stato il raddoppio bellissimo di Higuain (combinazione con La Joya e Pjanic) che ha messo la Juventus al riparo da brutte sorprese.

 


 

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