Serie A, Juve torna leader: Inter spuntata cade 2-0, addio allo scudetto
Serie A, Juve torna leader: Inter spuntata cade 2-0, addio allo scudetto

Derby d'Italia deciso dalle reti di Ramsey e Dybala

In un contesto avvilente, nel vuoto rimbombante e assurdo dello Stadium, la Juventus si è ripresa il primato in classifica e probabilmente ha estromesso l'Inter dalla lotta scudetto. Sono nove i punti che adesso separano i campioni d'Italia dai nerazzurri, i quali però devono recuperare la sfida interna contro la Sampdoria. Distacco a parte, in campo si è percepita una differenza - abbastanza netta - non tanto sotto il profilo del gioco ma sul piano della concretezza. La Juventus ha tirato in porta, l'Inter no. E se non tiri non segni e se non segni non vinci. Detto questo, i bianconeri hanno spostato l'equilibrio del match nella ripresa, in 12 minuti, tra il 10' e il 22', proprio nel momento in cui molti segnali suonavano sinistri. Al contrario, il gol di Ramsey, con la complicità di un errore di Vecino e di una deviazione involontaria, ha fatto uscire l'Inter dal match. Definitivamente. Il capolavoro di Dybala, un ricamo di altissima qualità, ha messo la pietra tombale sul risultato. E su molto altro che verrà.

Ha provato a stupire, Sarri, capovolgendo la formazione che aveva pensato alla vigilia. Come? Senza Danilo e con Cudrado sulla linea della difesa, senza Pjanic in regia e con Ramsey nella posizione di interno, senza Dybala ma con Higuain e Douglas Costa. Mosse per un tridente purissimo che avrebbero dovuto sorprendere l'Inter. Conte, invece, ha voluto consegnare al campo l'Inter come l'aveva pensata da settimane, con Bastoni per Godin, con Candreva e Young larghi, con Eriksen in panchina. In effetti, per 15 minuti i campioni d'Italia hanno regalato sprazzi di superiorità e (pure) tre occasioni da gol non capitalizzate (Douglas Costa fuori misura, De Ligt e Matuidi bloccati da un super Handanovic), poi però poco alla volta si sono adeguati al vecchio, compassato andazzo e hanno consentito ai nerazzurri di uscire dal loro guscio e di affacciarsi dalle parti di Szczesny con una certa costanza. E' la circolazione della palla piuttosto lenta e la mancanza di soluzioni negli ultimi venti metri a rendere la Juventus non più stratosferica ma abbastanza normale, sono le sanguinose imprecisioni nei passaggi a zavorrare le ambizioni dei campioni d'Italia, è la fragilità di Ramsey a non garantire quel qualcosa in più nel mezzo. Malgrado proprio Ramsey, a inizio della ripresa, abbia confezionato il gol del vantaggio, perché il calcio spesso è così, senza una logica. E il gallese dalla rete in poi si è trasformato.

La Juventus fa sempre paura però non incute più terrore e l'Inter ha provato ad approfittarne minuto dopo minuto, in un ambiente asettico, anche se per vedere una conclusione nello specchio della porta si è dovuto aspettare la mezz'ora abbondante, con Brozovic. Proprio il croato sta alla base di qualsiasi ambizione nerazzurra perché il gioco di Conte dipende dall'inventiva di questo genialoide che è un falso compassato, un falso morbido, un falso indolente. Se funziona lui, funziona l'Inter, anche perché Barella e Vecino hanno patito contro Bentancur e Matuidi. Lukaku e Lautaro l'hanno strusciata poco, senza assistenza e senza anima. Per questo, sotto di una rete, Conte ha osato Eriksen al posto di Barella, nello stesso istante in cui Sarri ha avvicendato Douglas Costa con Dybala. Se nella Juventus non è cambiato nulla tatticamente, nell'Inter sono cadute tutte le remore prudenziali. Eriksen rimane un oggetto quasi misterioso, messo lì per disperazione e mai per scelta. Poi è arrivata la magia della Joya ed è calato il sipario.

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