Serie A, buona la prima del Napoli 'sarriano' di Ancelotti. Lazio ko 1-2
L'intelligenza del nuovo allenatore è, nel momento di difficoltà, di affidarsi all'usato sicuro con una spruzzata di pragmatismo

Metti un pizzico di Ancelotti nel calderone cucinato amorevolmente negli anni da Sarri e la formula resta magica. Al suo rientro in Serie A dopo 9 anni di assenza l'allenatore di Reggiolo fa quello che meglio che gli riesce, in Italia come all'estero, ovvero vincere. Certo, il Napoli non è ancora la sua squadra e chissà se mai lo sarà. Troppo impregnata di Sarrismo la formazione partenopea per poter suonare da subito il nuovo spartito. L'intelligenza è allora quella, nel momento di difficoltà, di affidarsi all'usato sicuro con una spruzzata di pragmatismo tutta farina del sacco del suo nuovo condottiero.

La Lazio di Inzaghi, dal canto suo, è una macchina oliata alla perfezione e che viaggia con il pilota automatico. Quello che manca, al momento, è la benzina. I biancocelesti infatti, una volta andati in vantaggio, provano a gestire il carburante a loro disposizione. Un'operazione non nel dna di una squadra capace di dare il suo meglio solo quando gira a mille all'ora. La Lazio getta subito nella mischia i nuovi arrivati Acerbi e Badelj.

Le pagelle: Milik e Insigne decisivi

Il primo Napoli di Ancelotti è speculare a quello di Sarri con l'unica eccezione di Karnezis in porta. Davanti c'è Milik mentre Mertens si accomoda in panchina. Il Napoli di stampo 'Ancelottiano' dei minuti iniziali non convince. Il poco lavoro fatto insieme si vede. La Lazio, dal canto suo, gioca a occhi chiusi e prende in mano le redini del match mentre i partenopei si affidano a qualche lampo dei singoli come nel tiro a giro di Zielinski al 19'. Quando attaccano i padroni di casa, invece, è sempre frutto di gioco corale. Immobile serve una palla d'oro al compagno di scorribande Luis Alberto al 23' ma lo spagnolo scaglia il piattone a lato.

Il bomber biancoleste decide allora di mettersi in proprio e la musica cambia. Lancio lungo di Acerbi per il centravanti che lo controlla con una magia facendo secchi in un colpo solo Mario Rui, Koulibaly e Albiol prima di sparare il sinistro sotto il sette dove Karnezis nulla può. E il 25' e l'Olimpico può impazzire per il suo Ciro. Ancelotti apre le braccia sconsolato ed il Napoli, quasi per inerzia, torna a fare quello che sa, ovvero giocare alla moda di Sarri.

Un cambio di intepretazione dal quale nascono un'occasione di Insigne ed una traversa di Zielinski. Al 43' un fallo di Koulibaly su Radu, vanifica il pareggio di Milik su angolo. Il polacco, fra i più ispirati, non si abbatte e sfiora il gol pure due minuti più tardi ma si trova davanti un ottimo Strakosha. E' il preludio al pareggio che arriva al 47'. L'azione è di quelle da 'vecchio Napoli', veloce e precisa. Classica giocata a occhi chiusi Insigne-Callejon e palla dentro per l'accorrente Milk che deposita in rete. La ripresa inizia con un'occasione clamorosa sbagliata da Immobile di testa da due passi su angolo.

La risposta del Napoli dopo lo scampato pericolo è letale. Cross di Hsyaj, geniale tocco nel cuore dell'area di rigore di Allan per servire Insigne che scarica il destro sotto l'angolino opposto. E' il 14' e il risultato è capovolto. La Lazio gioca sotto il suo ritmo abituale e fatica. Quando trova lo spunto giusto, come al 28', ci pensa poi Karnezis a disinnescare una conclusione ben angolata da Luis Alberto (in fuorigioco). Nella girandola dei cambi c'è spazio per nuovi e vecchi. Inzaghi lancia Correa mentre Ancelotti punta su Mertens per sostituire un Insigne toccato duro da Bastos. Con il trascorrere dei minuti la partita si incattivisce ma Banti, non convincente, decide di tenersi in tasca i cartellini. Senza sbocchi nelle azioni manovrate la Lazio ci prova su palla inattiva. A pochi istanti dal recupero Acerbi, il migliore dei suoi con Immobile, colpisce in pieno il palo di testa dopo aver anticipato Koulibaly. Un legno sul quale finiscono le speranze dei padroni di casa e parte la festa partenopea. Il Napoli c'è, la Juve è avvisata. 

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