Scontri a Liverpool, ridimensionate le accuse per i due tifosi della Roma arrestati
I due hanno negato di aver aggredito il supporter dei Reds in coma. La maglia del St. Peter's GAA Club appesa nello spogliatoio dell'Olimpico durante la partita di ritorno

È stato convalidato l'arresto dei due tifosi giallorossi coinvolti nella rissa, prima della partita Liverpool Roma, dalla quale è uscito in fin di vita il 53enne irlandese Sean Cox. Filippo Lombardi, 21 anni, e Daniele Sciusco, 29, detenuti nel carcere di Liverpool, saranno giudicati tra 28 giorni: ridimensionate le accuse che diventano 'disordini' e, per il solo Lombardi, 'lesioni gravi'.

I due tifosi hanno negato, durante l'interrogatorio, di aver colpito Cox e sulle altre contestazioni si sono avvalsi della facoltà di non rispondere. Ma le immagini catturate dalle telecamere di sorveglianza lasciano pochi dubbi a chi indaga. Intanto resta in gravissime condizioni la vittima, ricoverata presso il Walton Hospital: è in coma farmacologico dopo il delicato intervento con il quale i medici hanno cercato di salvargli la vita.

Mentre proseguono le indagini penali, sul fronte disciplinare la Uefa si prepara a prendere provvedimenti e non è escluso che si arrivi al blocco delle trasferte. Dal canto suo, l'AS Roma fa sapere via Twitter: "Questo per noi non è il momento di parlare di calcio. Le nostre preghiere sono per Sean Cox e per la sua famiglia. Il suo recupero e la sicurezza di tutti i tifosi che assistono a una partita di calcio sono le uniche cose che contano adesso".

Intanto con 30 voti favorevoli, l'Assemblea capitolina ha approvato all'unanimità la mozione, presentata dalla consigliera del M5S Sara Seccia come prima firmataria, per prendere le distanze dalle violenze di Liverpool. "Ciò che è accaduto è inaccettabile e quanto di più distante dai valori dello sport. Roma condanna con forza ogni forma di violenza - dichiara la sindaca Virginia Raggi - Prendiamo le distanze da questi vergognosi episodi. Siamo vicini a Sean Cox e alla sua famiglia". "Episodi del genere - le fa eco il presidente dell'Assemblea Capitolina Marcello De Vito - rappresentano un grave danno d'immagine alla nostra città e ai romani e stravolgono lo spirito di divertimento e comunità che dovrebbe accompagnare ogni evento sportivo. Da tifoso voglio sottolineare che questi atti criminali riguardano una piccola minoranza di persone, tutt'altro che tifose: i veri appassionati di calcio non hanno nulla a che fare con la violenza". .

Il video dell'aggressione

Malagò - "Questo episodio, questa serie di episodi che si sono verificati nei momenti antecedenti alla partita sono inaccettabili. Sono persone che discreditano una tifoseria, una squadra e tutto il calcio italiano. Il mio sdegno è assoluto". Così il presidente del Coni, Giovanni Malagò, commenta in una conferenza stampa i fatti accaduti in occasione di Liverpool-Roma. "Quando si vuole fare un salto di qualità questo avviene sotto tanti punti di vista - aggiunge - tecnico, finanziario, ma anche di mentalità e ci deve essere in tutte le componenti. La dirigenza, l'allenatore, i giocatori e pure i tifosi. Questo è un discorso ineludibile. Puoi anche vincere la partita ma resti una squadra di provincia. E questo discorso vale per chiunque".

Il numero uno dello sport italiano fa un riferimento poi all'altro match di Champions League fra Bayern Monaco e Real Madrid. "Mi ha colpito il fatto che alcuni tifosi spagnoli presenti in tribuna abbiano potuto festeggiare tranquillamente benché fossero seduti in tribuna in mezzo a sostenitori tedeschi - argomenta - questo sarebbe possibile qui da noi? Bisogna uscire da un contesto culturale che è provinciale".

"Se le persone responsabili di quanto successo a Liverpool sono due o cinque o dieci può fare ancora più rabbia ma non cambia nulla. Questo rischia di diventare una giustificazione". Così il presidente del Coni, Giovanni Malagò, commenta in una conferenza stampa i fatti accaduti in occasione di Liverpool-Roma. "Ieri ho parlato con Michele Uva che ha sentito il presidente dell'Uefa, Aleksander Ceferin, e non si può non tenere conto della responsabilità della società per il comportamento di questi tifosi. Il fatto che siano pochi non è un alibi - aggiunge - bisogna non solo isolare ma anche denunciare queste persone".

Intanto, il Liverpool ha deciso che la maglia del St. Peter's GAA Club, club di calcio gaelico del quale fa parte Sean Cox, sarà appesa nello spogliatoio della squadra inglese allo stadio Olimpico di Roma in occasione della semifinale di ritorno di Champions League, in programma il 2 maggio, come riporta il 'Sun'. La società inglese ha richiesto la maglietta al club irlandese che "si sta organizzando", come ha spiegato una fonte. I giocatori e i funzionari del Liverpool sono profondamente sconvolti per quello che è successo a Sean. La richiesta per la maglia è stata fatta e Sean verrà ricordata prima della partita a Roma. Il messaggio del club è che 'You'll Never Walk Alone' ('Non camminerai mai da solo'). È un gesto molto toccante".

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