Sale il numero di contagiati in Serie A. E l'Aic alza la voce con i club
Sale il numero di contagiati in Serie A. E l'Aic alza la voce con i club

Dopo lo juventino Rugani è arrivata la positività dei fiorentini Vlahovic, Cutrone, Pezzella e di diversi calciatori sampdoriani

In una settimana in cui si sono fermate tutte le principali leghe calcistiche - ultima la Bundesliga - e la Uefa ha optato per lo slittamento degli incontri di Champions League ed Europa League, in attesa degli 'stati generali' - rigorosamente in videoconferenza - di martedì, dove potrebbe essere deciso il destino di un Europeo ormai sempre più a rischio slittamento, il mondo del calcio ha iniziato a fare i conti con l'emergenza virus: a viverla in prima persona, alcuni dei suoi protagonisti. Dopo l'annuncio riguardante lo juventino Daniele Rugani, la Serie A sta vedendo crescere il numero dei giocatori risultati positivi al famigerato Covid-19. Undici, al momento. Nella giornata di oggi, la Fiorentina ha annunciato altri casi dopo la notizia della positività di Dusan Vlahovic. "In presenza di alcuni sintomi sono stati sottoposti a tampone, con esito positivo, Patrick Cutrone e German Pezzella e il fisioterapista Stefano Dainelli", ha informato il club viola, assicurando che "sono tutti in buone condizioni di salute nei loro domicili a Firenze". Lo ha confermato lo stesso ex milanista su Instagram: "Sto bene, in questo momento sono a casa e seguo il protocollo che mi hanno indicato. Mi raccomando seguite anche voi scrupolosamente le indicazioni che ogni giorno le Istituzioni ci danno". Rassicurazioni anche da Pezzella: "I sintomi sono scomparsi e sono a casa seguendo le procedure indicate dal dipartimento sanitario del mio club. Sicuramente questa sarà presto un'altra storia da raccontare". 

E i contagi sono aumentati anche in casa Sampdoria: si aggiungono alla positività di Manolo Gabbiadini, comunicata il 12 marzo, cui sono seguite quelle di Colley, Ekdal, Thorsby e La Gumina e del responsabile medico del club. I nuovi nomi sono quelli di Fabio Depaoli e Bartosz Bereszynsky. Ad annunciarlo gli stessi giocatori, rassicurando sulle loro condizioni. A tale proposito, la Sampdoria ha precisato in una nota che "onde evitare fughe di notizie ed inutili allarmismi, ha scelto di non dare più informazioni sui propri tesserati che, in presenza di lievi sintomi, sono stati sottoposti agli accertamenti previsti in merito al Coronavirus-Covid-19. L’unica notizia importante è che i ragazzi stanno tutti bene e sono nei loro domicili a Genova". "In un momento così complicato per il nostro Paese e nel rispetto di chi sta operando in prima linea - ha sottolineato il club blucerchiato - è doveroso non alimentare ulteriori preoccupazioni per situazioni sotto controllo. Invitiamo gli organi d’informazione a rispettare la nostra scelta". Intanto, a denunciare "la paradossale situazione che si sta verificando in più di qualche club professionistico" è arrivato un duro comunicato dell'Assocalciatori.

Il riferimento è al "comportamento scriteriato e fuori dal contesto nazionale e internazionale di alcune società calcistiche, che si ostinano a convocare gli atleti per allenamenti in piccoli gruppi o, peggio ancora, per il controllo quotidiano della temperatura", spiega l'Aic. "Se si convocano oggi in Italia calciatori per il solo fatto di controllare la presenza di febbre o meno, costringendoli a muoversi da casa, incontrare persone, frequentare ambienti per ottenere un dato facilmente comunicabile per telefono, è un atto vergognosamente irresponsabile nei confronti delle tante persone costrette a muoversi e a lavorare per consentirci un minimo di servizi necessari". "È, inoltre - aggiunge l'Associalciatori - offensivo nei confronti di quanti sono in prima linea, medici, infermieri e personale sanitario, che ci implorano di rimanere a casa".

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