Russia 2018, Messi risorge e l'Argentina ritrova il suo leader
Ora la squadra di Sampaoli troverà sulla sua strada la Francia, un'avversaria da temere

Sull'orlo del baratro Leo Messi è risorto. L'asso del Barcellona ha avuto bisogno di soli tre tocchi per segnare un gol bellissimo, ma l'Argentina ha impiegato altri 86 minuti per piegare la resistenza della Nigeria e qualificarsi per gli ottavi di finale della Coppa del Mondo.

Il più improbabile dei match winner, Marcos Rojo, ha segnato il gol che ha consentito alla spaccata, disorganizzata e disperata squadra di Jorge Sampaoli di non fare un mesto ritorno in patria fra la delusione generale. Sia dopo il gol del 2-1 che al triplice fischio finale tutta l'Argentina ha soffocato Messi di un abbraccio interminabile, perchè aldilà di tutto è lui l'uomo simbolo di questa squadra. Fortissimo in particolare l'abbraccio con Javier Mascherano, compagno di mille battaglie al Barça, ma che con il suo fallo da rigore ha rischiato di far perdere l'Argentina.

"Eravamo fiduciosi che avremmo vinto la partita", ha detto un esausto Messi dopo il match. "Ma è incredibile averla vinta in questo modo, è una gioia che meritavamo", ha aggiunto il 31enne fuoriclasse che potrebbe essere alla sua ultima occasione per provare a guidare l'Argentina ad un trionfo in Coppa del Mondo che manca ormai dal 1986. "Non ricordo tanta sofferenza", ha ammesso ancora Messi quando gli è stato chiesto se sia stata la partita più tesa della sua carriera. "È stato a causa della situazione e per cosa ci stavamo giocando. È una grande gioia per tutti i giorni difficili vissuti dopo l'ultima sconfitta, ma per fortuna abbiamo raggiunto il nostro obiettivo", ha detto ancora la Pulce.

Dopo due prestazioni incolori e un rigore sbagliato, Messi è tornato il giocatore che tutti conoscono al quarto d'ora della partita contro la Nigeria quando, su un lancio millimetrico di Ever Banega, ha controllato la palla con la coscia sinistra e senza lasciarla rimbalzare se l'è portata avanti con il piede sinistro prima di infilare il portiere nigeriano con in diagonale di destro, non il suo piede preferito.

Curioso che l'ultimo gol di Messi ai Mondiali risaliva proprio alla partita contro la Nigeria giocata nel 2014. Ieri la star argentina ha dimostrato di essere un leader dentro e fuori dal campo, per come ha incitato la squadra nel tunnel durante l'intervallo e per come è stato considerato dall'ormai 'commissariato' ct Sampaoli. In un video della tv argentina, infatti, si vede nel finale il tecnico chiedere proprio a Messi, durante una pausa VAR, se fare entrare o meno Aguero nel finale. Di fatto un Messi anche allenatore in campo.

Scampato il pericolo eliminazione ora l'Argentina troverà sulla sua strada la Francia sabato a Kazan, in un ottavo di grande fascino. La squadra di Didier Deschamps ha giocatori di talento e viene considerata da molti come una delle favorite per la vittoria finale. "Sono una squadra completa, hanno i migliori giocatori individualmente", ha dichiarato Messi. "Ho dei compagni di squadra che conosco molto bene in difesa e in attacco, ovviamente sarà molto difficile", ha aggiunto la Pulce riferendosi a Samuel Umtiti e Ousmane Dembele che giocano con la Pulce nel Barcellona.

Contro la Francia servirà il miglior Messi e dovrà essere la squadra a metterlo in condizione di eccellere, come ha spiegato lo stesso Sampaoli: "Un allenatore che deve allenare Leo sa che tutti quelli che lo circondano devono farlo sentire sicuro. Dobbiamo fare dei passaggi per Leo in modo che possa creare delle occasioni, altrimenti soffriremo. Sappiamo di avere il miglior giocatore del mondo e dobbiamo trarne vantaggio".

Intanto in patria anche la stampa celebra il successo dell'albiceleste e c'è chi parla di "Milagro Mundial (Miracolo Mondiale, ndr). Il quotidiano Olè ha sottolineato in particolare la prova del numero 10: "Un Messi così non lo si era mai visto. Finalmente ha preso per mano i compagni e si è fatto sentire". Tutti concordi che quella di ieri è stata una serata "da batticuore" e lo sa bene Diego Armando Maradona. Il simbolo del calcio argentino, l'ombra eterna sulle spalle di Messi, al gol del 2-1 ha avuto in piccolo malore sulla tribuna dello stadio di San Pietroburgo e ha avuto bisogno di cure mediche. Già questa mattina, comunque, il Pibe de Oro ha rassicurato tutti sulle sue condizioni: "Sto bene. Diego ci sarà ancora per un bel po'!". Un doppio sospiro di sollievo per tutti gli appassionati e tifosi argentini.
 

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