Guai finanziari per Ronaldinho: nel conto ha appena 6 euro

La scoperta della giustizia brasiliana che doveva incassare oltre due milioni per delle multe. Ma lo stile di vita di Dinho è ben sopra quello che potrebbe permettersi

Sul campo superava gli avversari come birilli, ma lo stesso gesto atletico non gli è riuscito con i creditori. Il conto corrente di Ronaldo de Assis Moreira, in arte Ronaldinho, è in rosso. Nonostante una vita calcistica accompagnata da ingaggi stellari, l'ex campione della Seleção sarebbe rimasto con appena... sei euro. La  sorprendente rivelazione arriva dal portale brasiliano Uol Esporte, che ricostruisce la vicenda che ha trascinato Dinho in rovina. Tutto parte dal tribunale di giustizia di Rio Grande do Sul che pochi giorni fa ha disposto il sequestro del passaporto per l'ex giocatore di Barcellona e Milan e per suo fratello. Motivazione, il mancato pagamento di una multa inflitta ai due nel 2015 per l'edificazione di una struttura per la pesca sulle rive del fiume Guaiba, a Porto Alegre, in area protetta per motivi ecologici. Con il trascorrere degli anni, ovviamente, gli interessi sono aumentati e l'ammenda è salita a 2 milioni di euro. Per recuperare la somma, la procura è stata costretta ad intervenire direttamente sui conti delle banche brasiliane dell'ex campione. Ed è in questo momento che la sua disastrosa situazione economica è venuta allo scoperto: restavano appena 24,63 reais. Meno di sei euro.

Un importo ovviamente insufficiente a soddisfare il pagamento della multa. Anche ipotecare la proprietà non è bastato. In ogni caso, la somma rimasta nei conti dell'ex attaccante non sembra essere consona al suo stile di vita. Anche se il campione del mondo 2002 ha appeso ufficialmente le scarpette al chiodo lo scorso gennaio, ma già negli ultimi anni la sua stella andava avviandosi verso il malinconico declino, il portafoglio non si è sgonfiato: l'appeal del ragazzo di Porto Alegre, dal punto di vista pubblicitario, è ancora fortissima. Nelle ultime settimane, l'ex nazionale verdeoro è volato in Cina e in Giappone per impegni pubblicitari. È stato anche in diversi paesi europei e africani, come testimoniato dai suoi canali social. Il suo storico sponsor Nike, inoltre, ha recentemente lanciato una linea di scarpe battezzandola 'R10' in suo onore e non c'è nemmeno bisogno di ricordare che ogni volta che le indossa, nelle gare del Barcellona Legends, un discreto gruzzolo è assicurato. Insomma, difficile da  credere che con un'agenda così ricca, in tutti i sensi, lasci pochi spiccioli in tasca all'ex numero 10. Il prossimo 17 novembre Ronaldinho dovrebbe, condizionale a questo punto d'obbligo, prendere parte al 'Game of Champions', evento di beneficenza che si terrà a Francoforte, in Germania, nel quale una delle due squadre si chiamerà 'Amigos de Ronaldinho'. Resta da capire se la sua presenza sarà confermata, visto il divieto di lasciare il Brasile. Il suo legale Sergio Queiroz, però, è già passato al contrattacco: "Il sequestro del passaporto è illegale e vieta i diritti costituzionali", ha tuonato. La partita, insomma, è all'inizio e stavolta al Gaucho non basterà fare una magia in campo.

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