Roma, Dzeko: Shevchenko un idolo, fare gol emozione incredibile
Il centravanti giallorosso si racconta

"Fare gol: è la parte migliore. È qualcosa di incredibile, un'emozione impossibile da spiegare". Così Edin Dzeko, centravanti della Roma, nel corso di una intervista al sito del club giallorosso in cui racconta gli inizi della sua carriera e le passioni da bambino. La a maggiore influenza sulla  carriera del bomber bosniaco l'hanno avuta "i miei genitori. Ho iniziato a giocare grazie a loro a 10 anni, che a pensarci bene è quasi tardi. Oggi i bambini iniziano quando hanno 5 anni, ma durante e dopo la guerra per la mia famiglia è stato un periodo difficile. Siamo sempre rimasti in Bosnia e loro mi hanno portato a fare i primi allenamenti e da quel momento mi hanno sempre seguito, nei momenti migliori e in quelli peggiori erano sempre accanto a me". Sull'idolo da bambino, Dzeko non ha dubbi: "Quando sono cresciuto il campionato migliore che c'era era quello italiano e il mio calciatore preferito era Andriy Shevchenko. Guardavo tante partite di Serie A e lui per me era il migliore in tutti i sensi. Forse il primo ricordo che ho di lui è la tripletta che segnò al Camp Nou in Champions League in un Barcellona-Dinamo Kiev finito 0-4 nel 1997-98".

Visto il fisico da corazziere, Dzeko non ha praticato solo il calcio da piccolo. "Giocavo con la squadra di basket della scuola. L'ho praticato per molto tempo, seguivo l'NBA e anche la nazionale bosniaca. Ho fatto anche atletica, in particolare correvo i 100 metri, ma il calcio per me era sempre al primo posto: era quello che avrei sempre voluto fare", ha detto. Nella sua crescita, il bomber bosniaco non ha giocato solo da centravanti: "Ho iniziato a giocare a 10 anni, dopo che la guerra in Bosnia era finita. Mio padre mi ha portato allo Zeljeznicar. Erano tempi difficili, ma ho iniziato e guarda sono arrivato ora, 20 anni dopo! All'inizio ero il numero 7: l'ala destra. Segnavo tantissimo in quel ruolo e quindi poi hanno deciso di mettermi in attacco".

Sul ricordo del debutto a livello professionistico: "Non ricordo benissimo la mia prima partita. Forse fu una trasferta, nella quale stavamo perdendo 2-1. L'allenatore mi fece entrare a dieci minuti dalla fine chiedendomi di segnare due reti. Sfortunatamente non ci riuscii e perdemmo quella partita", ha dichiarato. Sulla partita che ha giocato con più piacere. "La mia prima presenza con la nazionale bosniaca: era nel giugno del 2007 e giocavamo una partita di qualificazione a Euro 2008 - ha dichiarato Dzeko - a Sarajevo contro la Turchia. Sono partito titolare. Perdevamo 2-1 e ho segnato un bel gol nei minuti di recupero del primo tempo. Alla fine abbiamo vinto 3-2: è una partita che non dimenticherò mai". Sull'avversario più difficile "se devo fare un nome dico Sergio Ramos. Ho giocato contro di lui diverse volte, con la Roma, con il Manchester City e anche con la nazionale. Per me è uno dei migliori al mondo". Mentre sul compagno più forte, Dzeko ha concluso: "Anche questa è una scelta difficile. Ho avuto la fortuna di giocare con tanti grandi calciatori. Probabilmente il più forte è David Silva. Non a caso lo chiamavamo 'The Little Magician'. Fa delle cose incredibili con i piedi. Ogni palla che riceve non ha problemi a controllarla e a ridartela".

© Copyright LaPresse - Riproduzione Riservata