Roma, addio Champions: Porto vince 3-0 all'Olimpico
I giallorossi, puniti in avvio da Felipe, restano in nove all'inizio della ripresa per le espulsioni di Emerson e De Rossi. La squadra di Spalletti giocherà l'Europa League

Notte da incubo all'Olimpico e Roma esclusa dalla Champions League. La squadra di Luciano Spalletti perde 3-0 con il Porto, chiudendo la partita in nove per l'espulsione di De Rossi al 39' cui segue, dopo appena cinque minuti dall'inizio della ripresa, quella di Emerson Palmieri, inserito da Spalletti proprio per 'tamponare' l'espulsione del centrocampista. I giallorossi falliscono, quindi, il primo obiettivo stagionale, lasciando ancora una volta nell'album dei ricordi della regina delle competizioni europee l'ennesima goleada subita e la sensazione che la squadra non abbia ancora la maturità di giocare le partite importanti. I cartellini rossi arrivano per due brutte entrate a centrocampo, effettuate da De Rossi ed Emerson in zone del rettangolo di gioco lontane dalla porta di Szczesny. Il capitano della Roma finisce ancora una volta per abbandonare i suoi e raggiungere anzitempo gli spogliatoi per un gesto d'istinto troppo rischioso che l'esperienza dovrebbe insegnare a non fare quando a fischiare è un arbitro internazionale. Il Porto è ben messo in campo e gioca con ordine la sua partita. L'uno a uno dell'andata al 'Do Dragao' costringe gli uomini di Espirito Santo a segnare almeno un gol ma la squadra portoghese ha il merito di non avere fretta e la fortuna di sbloccare subito il match con un calcio piazzato, mettendo in porta il primo tiro che arriva tra i pali giallorossi.

 

Il primo tempo mette la qualificazione dei giallorossi in salita. A uomini pari la Roma non trova facili trame di gioco ma prova a giocarsi la partita. Dopo alcuni squilli iniziali del solito Nainggolan che ci prova da subito con un tiro dalla distanza e con un colpo di testa, all'ottavo minuto arriva la prima doccia gelata. Punizione dalla tre quarti e zuccata vincente di Felipe, che sbuca tra Strootman e Juan Jesus. La Roma stenta a ripartire con Paredes e l'olandese che faticano ad impostare il gioco. Poi è Dzeko a fallire alcuni possibili appuntamenti con il pallone in area sui cross che arrivano da Bruno Peres e Nainggolan. Al 37' Salah ha l'occasione di pareggiare il conto ma Casillas riesce a ipnotizzare l'egiziano e neutralizza un tiro scagliato da distanza ravvicinata. Dopo tre minuti gli uomini di Spalletti rimangono in dieci per l'espulsione di De Rossi. Il rosso al capitano scoraggia la squadra. Quando sono appena iniziati i sei minuti di recupero concessi dall'arbitro Marciniak Nainggolan prova a inventare per Dzeko e mette dalla destra un pallone che sembra perfetto per il bosniaco, che però fallisce l'appuntamento con il pallone, mentre Hector Herrera grazia i giallorossi mancando il raddoppio.

 

La ripresa è un incubo. Dopo appena cinque minuti Marciniak manda a fare la doccia anche Emerson Palmieri, che non impara la lezione fornita da De Rossi, e sulla linea di centrocampo falcia l'instancabile Corona. In 9 contro 11 la Roma, ormai forse libera da timori, gioca la fase più bella della partita. Sulla destra cresce Bruno Peres che al 58' mette dentro una bella palla in diagonale per Perotti che però non aggancia. L'inesauribile Nainggolan, che sembra - fino alla fine - l'unico all'altezza, sfiora il pareggio dalla distanza e di testa, ma la palla non entra. La squadra di Spalletti comincia a crederci e si espone ai micidiali contropiedi portoghesi. Il game over arriva al 73' quando Layun viene lanciato da solo davanti a Szczesny. Il portiere polacco tenta un'uscita disperata e decisamente troppo ambiziosa. Il giocatore del Porto lo supera e deposita la palla nel sacco. La Roma non c'è più. Il tre a zero di Corona che arriva due minuti dopo serve a rendere ancora più amara una serata che Spalletti e compagni non digeriranno facilmente. I giallorossi giocheranno ora l'Europa League.

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