Roma a un passo dal miracolo: 4-2, ma in finale va il Liverpool
Giallorossi non inferiori ai Reds. L'arbitro non vede un rigore netto per la Roma

Non bastano quattro gol, non basta una prestazione da ricordare e un Olimpico calorosissimo. Seppur tra gli applausi, la Roma deve salutare la Champions League, perché il 4-2 del ritorno di questa semifinale al cardiopalmo non ribalta il 5-2 subito a Liverpool. I rimpianti sono enormi: i giallorossi pagano il black out di 30 minuti dell'andata e due gravi errori dell'arbitro Skomina: un fuorigioco inesistente di Dzeko (al 6' della ripresa) con uscita e netto rigore di Karius sul bosniaco e, al 63' un rigore enorme di Alexander-Arnold (con annesso cartellino rosso) non visto. Al tifoso italiano, questa Champions League senza Var, sembra finta e ha riservato una vagonata di errori tra Juventus e Roma. Come ha detto Monchi a fine gara: "Io sono spagnolo e sono qui da un anno. Ma il calcio italiano, adesso, deve farsi sentire".

La partita è una altalena di emozioni: prima sblocca Manè dopo 9 minuti, poi arriva l'autogol di Milner e il nuovo vantaggio Reds di Wijnaldum. Nella ripresa arrivano le reti di Dzeko e Nainggolan (doppietta), ma a Kiev vola Klopp. I Reds tornano in finale di Champions dopo quella persa contro il Milan nel 2007. Nelle formazioni iniziali Di Francesco lancia il 4-3-3 con Schick e El Shaarawy ai lati di Dzeko con Pellegrini in mediana; Klopp risponde con un modulo a specchio e il tridente tutto velocità e strappi Salah-Firmino-Manè. Subito aggressivi i giallorossi nelle prime battute con Dzeko che cerca di avventarsi su un campanile di El Shaarawy: decisivo il disturbo di Van Dijk nello scontro aereo. Fischi di paura dell'Olimpico stracolmo per ogni tocco di Salah, che arretra a cercare qualche pallone e il trampolino Firmino per gettarsi verso l'area.

Al 6' brivido per Karius: sberla dai 25 metri di Florenzi con palla che esce di poco alla destra del portiere dei Reds. Tre minuti dopo, però, arriva una doccia gelata per la banda Di Francesco. L'errore capitale è di Nainggolan, che regala con un pallone molle una prateria a Firmino: il brasiliano da metacampo conduce un 3 contro 3 alla perfezione e serve con i tempi giusti Manè; il senegalese a tu per tu con Alisson firma l'1-0 di sinistro.

La partita ha ritmi inglesi e le occasioni fioccano con Salah che impegna i guanti del brasiliano dopo un lancio dalle retrovie. Al 15' arriva anche l'1-1 con un autogol fantozziano firmato da Van Dijk che rinvia su Milner beffando il suo Karius. Il Liverpool soffre sulla fascia destra (bene l'asse ElSha-Kolarov), esattamente come i padroni di casa poco protetti sullo stesso out da un Florenzi impreciso stasera. Dal punto di vista tattico gli uomini di Klopp cercando di ripetere i lanci improvvisi dell'andata (Manolas per due volte copre i buchi di Fazio), mentre in area Reds piovono troppi palloni alti facili preda del portiere ospite. La potenza offensiva degli inglesi però è devastante e la Roma deve cedere il passo ancora poco prima della mezz'ora. Prima Alisson si supera di piede su un tocco ravvicinato di Manè dopo una cavalcata regale di Robertson, poi al 26' arriva il bis Reds. Sfortunati qui i padroni di casa, con Dzeko che libera sugli sviluppi del corner Wijnaldum davanti al portiere. Tocco morbido con la nuca del mediano olandese e palla in rete per l'1-2. Che la sorte non sia benevola stasera lo si vede anche dal tiro di El Shaarawy che deviato sbatte sul palo a Karius battuto. Da fuori ci provano Firmino e Florenzi, ma l'impressione è che la Roma balli troppi dietro davanti ad un tridente che per alcuni movimenti 'kloppiani' strappa applausi anche tra i tifosi di casa. La ripresa riparte con i cori di incitamento dell'Olimpico e senza cambi. C'è subito un rigore per la Roma, con Dzeko che riceve da destra e taglia verso la porta. Karius esce e lo abbatte, ma il guardalinee sventola un fuorigioco inesistente. Poi un ennesimo contropiede dei Reds con Salah contenuto, ma la Roma ci crede, come aveva chiesto Di Francesco alla vigilia.

Arriva così il 2-2 al 7', grazie al solito Dzeko: El Shaarawy salta Alexander-Arnold e calcia su Karius, sulla ribattuta arriva micidiale il tap-in del bosniaco. Il mister abruzzese tenta allora il tutto per tutto e lancia in campo Under per Pellegrini per un 4-2-3-1 superoffensivo. E proprio il fantasista turco sfiora il clamoroso 3-2 toccando al volo un lancio di De Rossi, ma il portiere Reds è attento. Il 18' è il minuto del rimpianto per l'Olimpico: Alexander-Arnold prima quasi fa segnare Schick calciando addosso al ceco, poi mura con la mano una botta da due passi di El Shaarawy. Dovrebbe essere rigore e rosso per il terzino, ma per Skomina è solo corner. La velocità di Manè fa scricchiolare in più di un'occasione la difesa romanista che deve sempre allungarsi, anche se è Dzeko a sfiorare il 3-2 con un sinistro largo.

Nei giallorossi entrano Gonalons e il baby Antonucci per De Rossi e El Shaarawy (tanti applausi per lui). Nel finale sempre il centravanti bosniaco, indomito nonostante il risultato, da posizione decentrata scarica un sinistro su cui è bravissimo Karius. A quattro dal termine, con merito, la Roma mette a referto il 3-2, grazie ad un laser in diagonale di un deludente Nainggolan. Il belga poi allo scadere firma anche il 4-2 su rigore dopo il mani di Klavan, ma purtroppo per l'Olimpico la qualificazione è volata via. Rimane la personalità della squadra e la mano di Di Francesco: ora testa al campionato, perché un nuovo ciclo è ripartito e la qualificazione alla prossima Champions non può sfuggire. Dopotutto la Roma ha dimostrato di saperci stare alla grande, anche se stasera l'amarezza rimane. Per il popolo romanista e per il calcio italiano.

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