Roma-Liverpool, tribuna a 3.000 euro, prezzi alle stelle per i bagarini della Rete
Migliaia di biglietti sui siti di "secondary ticketing". Come comprano e rivendono pacchetti. Esposto dell'Unione Nazionale Consumatori

Per una Curva Nord (65 euro di listino) ci vogliono da 390 a 450 euro; per i distinti (85 euro) ce ne vogliono già più di 700. Per una Monte Mario (da 160 a 200 di listino) si va da 1.500 a 3450 euro. Sono i prezzi dei biglietti per Roma-Liverpool (ritorno della semifinale di Champions League) in programma allo Stadio Olimpico il prossimo 2 maggio. Prezzi online sui siti (ce ne sono a decine che praticano il cosidetto "secondary ticket") che da oggi vendono a migliaia i biglietti tecnicamente "esauriti" ieri in poche ore nella vendita libera ai botteghni dei Roma Store e affiliati e sui siti online gestiti da Best Union.

Secondary ticketing o bagarinaggio? La faccenda non è sfuggita all'Unione Nazionale Consumatori che si rivolge all'Antitrust: "Chiediamo all'Authority di aprire un nuovo procedimento sul fenomeno del secondary ticketing sia per accertare se sono state adottate sufficienti misure antibagarinaggio e per evitare ed annullare acquisti plurimi, sia per verificare eventuali irregolarità nella distribuzione e nella vendita dei biglietti" dice il presidente Massimiliano Dona. "Chi va allo stadio, come chi va ad un concerto, ha diritto di pagare il prezzo previsto senza dover subire gli abusi dei bagarini" conclude Dona.

Vediamo di ricostruire la questione e di arrivare a qualche conclusione. I posti disponibili per la partita che segnerà la storia della Roma sono 62.383. Ventitremila sono stati venduti in prelazione agli abbonati. Una quota imprecisata (7/8 mila) sono andati per i tifosi del Liverpool, omaggi, autorità, giornalisti e aventi diritto vari. Ieri mattina nei punti vendita della Roma (tre diretti e dieci di altri affiliati) e online, sono stati messi in vendita i restanti trentamila. Cosa è successo è noto: la gente in coda da giorni davanti ai punti vendita è riuscita ad acquistare poche migliaia di biglietti. Il sistema di distribuzione è andato in tilt quasi subito. In tre ore è stato dichiarato il "sold out" e, solo nel pomeriggio, negli store della Roma è stata ripresa la vendita. 

Una quota di circa ottomila biglietti è stata acquistata online. Da chi? Certamente da molti tifosi della Roma che si sono messi nella "coda informatica" e, dopo lunghe attese,h diversi "crash" si sono alzati trionfanti dal loro computer con tre o quattro biglietti virtuali in tasca. Possibile che diverse migliaia di questi tifosi giallorossi già il giorno dopo, abbiano cambiato idea e si siano precipitati a mettere in vendita su "Via Via go" o altri siti di "secondary ticketing" il frutto della loro fatica?

Se la risposta è negativa, è molto probabile che esistano una o più organizzazione di moderni bagarini che acquistano pacchetti di "ticket" per i diversi eventi (concerti e partite) per poi venderli a prezzi sguaiatamente maggiorati. Ovviamente, devono stare attenti a tenere in equilibrio il sistema: se comprano mille biglietti, poniamo a centomila euro complessivi, devono poi essere sicuri di venderne almeno 500 a 400 euro per pagare le spese e guadagnare. I sistemi possibili sono diversi:

1) Un'organizzazione mette in piedi una rete di computer ben collegati e con tanta "banda" a disposizione, poi "compra" centomila nomi di persone realmente esistenti con i relativi dati anagrafici. Quindi, quando scatta la vendita online, le macchine cominciano a comprare fornendo nominativi diversi e cambiando gli Ip dei computer. In questo modo possono aggirare i sistemi di difesa messi in atto dai distributori e portare a casa un congruo numero di biglietti da vendere poi attraverso il secondary ticketing. Va ricordato, a questo proposito, che, quando si compra un biglietto al secondary ticketing, il nome dell'acquirente originale viene modificato e il biglietto prenderà il nome dell'ultimo acquirente.

2) L'organizzazione riesce ad acquistare (magari ungendo qualche ruota) pacchetti di biglietti (sempre con nomi diversi) anche dai gestori delle rivendite. Anche questi finiscono poi sui siti del "secondary ticket".

Ne abbiamo parlato con Best Union la compagnia (originaria di Bologna) ma ormai protagonista a livello mondiale cui la Roma ha affidato la vendita dei biglietti per Roma-Liverpool. "In primo luogo - ci hanno detto - Best Union è l'unica società del settore che si è schierata contro il secondary ticketing. Recentemente, in occasione di un concerto di Vasco Rossi, abbiamo presentato esposti al garante della Concorrenza e abbiamo fatte chiudere un paio di siti. Siamo del tutto contrari al fenomeno perché non è giusto né etico che chi non riesce a comprare un biglietto a 65 euro, se lo ritrovi il giorno dopo in rete a 400/500 euro". Gli si può credere perché le società che distribuiscono i biglietti guadagnano esattamente la stessa percentuale sia che il biglietto venga utilizzato per andare a vdere la partita sia che venga rivenduto al "secondary ticketing".

Ma cosa fate per evitare gli acquisti plurimi?: "Oltre all'ovvio limite dei 4 biglietti a persona, il sistema prevede un limite di non più di 50 acquisti al minuto e ha un controllo sugli Ip da cui provengono le richieste che blocca le richieste reiterate". Quindi un sistema blindato? Fino a un certo punto, dice chi se ne intende. Perché, mettendo insieme una buona batteria di computer è possibile, a oggi, battere praticamente qualunque sistema o gestore di code portando a casa numeri importanti di biglietti.

D'altra parte, come spesso succede, i valori economici di un sistema border line sono talmente alti che le organizzazioni dei bagarini 3.0 possono permettersi grossi investimenti. Solo facendo un giro sui siti di secondary ticketing si può mettere insieme un'offerta complessiva di alcune migliaia di biglietti a una media prudenziale di 500 euro l'uno. Fatte tutte le tare, messo in conto che sarà difficile (ma non impossibile) che qualcunio acquisti i biglietti da 2/3 mila euro e che i prezzi, alla fine, magari scenderanno, si può ipotizzare un giro d'affari superiore al milione di euro solo per Roma-Liverpool. I siti di secondary ticketing si difendono dicendo che loro si limitano a mettere a disposizione una piattaforma che permette a chi ha cambiato idea o non ha più la possibilità di andare alla partita, di rivendere il biglietto e guadagnarci qualcosa. Ma tutto quello che si vede (numero di biglietti disponibili il giorno dopo la vendita ufficiale, prezzi e numero di siti che propongono il "secondary ticketing") fa pensare che siamo di fronte a un fenomeno organizzato. Hanno probabilmente ragione l'Unione Nazionale Consumatori e Best Union a chiedere che venga smantellato. 

 

 

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