Tifosi, ieri, nello stadio Monumental in vana attesa della partita
Scontri e guerriglia, River Plate-Boca Juniors non si gioca: "Non ci sono le condizioni"

La decisione dopo le scene allucinanti di sabato, quando è stato attaccato il pullman dei giocatori Xeneize, feriti e terrorizzati

Non giocheranno nemmeno domenica sera River Plate e Boca Juniors, dopo che il pullman dei giocatori Xeneize è stato preso d'assalto e i giocatori sono stati feriti. La finale di ritorno di Copa Libertadores, prevista sabato e posticipata a causa dei disordoni, verrà rinviata a data da destinarsi perché, come spiega la Conmebol, la confederazione di calcio sudamericana, "non ci sono le condizioni". Non giocarla, o chiuderla a tavolino, sarebbe faccenda molto difficile da gestire dal punto di vista dell'ordine pubblico.

Sabato sera, all'ingresso dello stadio Monumantal  di Bueons Aires (casa del River Plate) si sono viste scene di violenza pura: con il pullman del Boca assalito dai tifosi con pietre, bottigliette e gas urticanti, diversi giocatori feriti e scossi chiusi negli spogliatoi in attesa che qualcuno decidesse il da farsi, i dirigenti delle due società e i capi della Federazione argentina a cercare una soluzione. 

Fuori dallo stadio (66 mila spettatori, intitolato a Antonio Vespucio Liberti) dei Millionarios, nome di battaglia del River Plate, è successo di tutto. Con gruppi di tifosi impegnati in una vera e propria guerriglia con la polizia che ha sparato almeno 150 proiettili di gomma. Per un po' (e sempre per questioni di ordine pubblico) si è pensato di giocare. Ma, chiusi nel loro spogliatoio, curati dai medici della squadra e rifocillati alla meglio con tramezzini e frutta, i giocatori del Boca facevano sapere che non se la sentivano di scendere in campo in quelle condizioni: feriti Pablo Pérez (che comunque, a causa di una lesione corneale abbastanza seria, causata da schegge di vetro dei finestrini del bus, negli occhi, non potrà giocare questa sera) e Gonzalo Lamardo, problemi agli occhi anche per Leonardo Jara e Nahitan Nández, Molto scossi Carlos Tevez e Augustin Almendra.

"Posso dire che quello che è successo è stato assolutamente un disastro. Abbiamo dei giocatori feriti e non sono in grado di scendere in campo", ha detto alla radio il vicepresidente del Boca, Dario Richarte. E ci sono state alcune ore durante le quali si è provato a convincere quelli del Boca a giocarla. Uomini della Federazione sono scesi nello spogliatoio e hanno chiesto la formazione per provare a giocare intorno alle 20, ma sono stati mandati a quel paese dai giocatori e dal tecnico della Xeneizes (la "genovese" come si chiama in Argentina la squadra del Boca che viene dal quartiere dell'immigrazione genovese dell'inizio del secolo scorso), Schelotto. Alla fine, ha prevalso il buon senso e la Federazione ha annunciato il rinvio.

La gara di andata finì 2-2 (anche lì tra mille tensioni) con i gol di Albia e Benedetto (per il Boca) e Pratto e Izquierdo per il River. Le ipotesi per questa sera sono anche che si giochi a porte chiuse o che non si giochi affatto perché il Boca, in qualunque Paese avrebbe facilmente partita vinta per 3-0.

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