Rio, calcio: Brasile gioca a tennis con Honduras e vola in finale
Dopo la delusione per lo stop della nazionale femminile, festeggia con un 6-0

Pericolo scampato. Dopo la delusione cocente per lo stop in semifinale della nazionale femminile ai rigori contro la Svezia il Brasile può festeggiare la vittoria dell'olimpica maschile. Seppellito il malcapitato Honduras 6-0 e finale per la medaglia d'oro. Un set tennistico che è una festa per i 60mila e oltre del Maracanà che cantano, saltano e ballano per tutti i 90 minuti. Una sorta di Carnevale di Rio anticipato. Anche in campo il Brasile balla la samba divertendosi e divertendo. Lo show inizia già dopo 15 secondi quando capitan Neymar ruba palla, si presenta davanti al portiere Lopez in uscita e lo batte. I due però vanno a contatto. L'attaccante del Barcellona resta a terra a lungo. Entra in campo anche la barella, il Maracanà trattiene il fiato ma alla fine 'O'Ney' torna in campo. La sfida inizia e finisce qui.
Il resto è spettacolo. Con il fuoriclasse blaugrana in attacco giocano le due giovani stelle del 'futebol bailado'. Gabriel Barbosa, alias Gabigol, oggetto del desiderio di mezza Europa Juventus ed Inter comprese, non incanta. Di tutt'altra pasta sembra invece essere fatto il gemello Gabriel Jesus. L'attaccante che da gennaio vestirà la maglia del Manchester City di Pep Guardiola segna una doppietta fra il 25' ed il 35' del primo tempo che chiude definitivamente il discorso sull'esito del match. Jesus è un vero incubo per la difesa honduregna che non lo vede davvero mai. Archiviata la pratica il Brasile gioca un secondo tempo al piccolo trotto pur non disdegnando le sortite offensive. Tre occasioni serie ed altrettanti gol, due dei quali 'made in Roma'. Il primo è dell'ex giallorosso Marquinhos, ora colonna difensiva del Psg, su azione d'angolo. Il secondo, invece, lo sigla Luan ma su assist del laziale Felipe Anderson. Chiude Neymar su rigore allo scadere. Abbraccio corale e gioia grande per tutti. In finale, contro Germania o Nigeria, sarà tutta un'altra storia.
 

© Copyright LaPresse - Riproduzione Riservata