Parata stelle per Hall of Fame del calcio. Del Piero: "Mio massimo con Mondiale"
Insieme a Gullit, Conti, Bagnoli, Campana ed Elisabetta Vignotto è una delle sei leggende di questo sport

"Io ho cominciato da bambino a giocare a pallone: in strada, in cortile, dove capitava. Ero il più piccolo e il più timido, ma ho rincorso il mio sogno di fare il calciatore con determinazione e passione. Un sogno che poi si è avverato e che si è concluso con la massima aspirazione: la vittoria del Mondiale. Ho realizzato il mio sogno con il sacrificio e la voglia di vincere sempre". Con queste parole Alessandro Del Piero, bandiera ed ex capitano della Juventus, con cui ha vinto tutto, in Italia e in Europa, e attaccante della Nazionale azzurra, con cui ha conquistato il Mondiale del 2006, ha sintetizzato, a Firenze, la sua storia di calciatore.

Del Piero è una delle sei 'leggende' entrate a far parte della 'Hall of Fame' del calcio italiano. Oltre a Del Piero i premiati dalla giuria, composta dai direttori delle testate sportive nazionali, sono Ruud Gullit, attaccante olandese del Milan stellare di Sacchi, l'ex giocatore della Roma e della Nazionale campione del Mondo dell'82 Bruno Conti, l'allenatore del Verona campione d'Italia nella stagione 84/85 Osvaldo Bagnoli, l'ex presidente dell'associazione calciatori Sergio Campana e la bandiera del calcio femminile italiano degli anni Ottanta Elisabetta Vignotto.

Nel corso dell'evento, celebrato nel Salone dei Cinquecento in Palazzo Vecchio, condotto da Ilaria D'Amico e con il sindaco di Firenze Dario Nardella a fare gli onori di casa, sono state ricordate alcune figure entrate nella storia del nostro calcio: i riconoscimenti alla memoria di questa edizione sono stati assegnati a Stefano Farina, Italo Allodi, Renato Dall'Ara, Arpad Weisz e Azeglio Vicini, l'ex Ct Azzurro delle 'Notti magiche' inserito con decisione unanime dei giurati tra i premiati di quest'anno dopo la recente scomparsa. E' stato inoltre annunciato che dall'edizione del 2019 sarà assegnato un premio per il fair play dedicato alla memoria di Davide Astori, il capitano della Fiorentina morto il 4 marzo scorso a Udine dove era in ritiro con la sua squadra.

Alla cerimonia, che rientra nelle celebrazioni dell'anniversario dei 120 anni della Figc, erano presenti alcune tra le figure insignite del premio nelle stagioni scorse, oltre al commissario straordinario della Figc Roberto Fabbricini, i sub commissari Alessandro Costacurta e Angelo Clarizia, il direttore generale e vice presidente Uefa Michele Uva, l'attuale tecnico della Nazionale Luigi Di Biagio con il team Manager degli Azzurri Gabriele Oriali, il vice segretario Uefa Giorgio Marchetti, il membro dell'esecutivo Fifa Evelina Christillin e il membro d'onore della Figc Antonio Matarrese.

Come da tradizione, i premiati sono stati chiamati a consegnare un cimelio simbolico della loro carriera che andrà ad arricchire il Museo del Calcio di Coverciano. La 'Hall of Fame', istituita nel 2011, è infatti allo stesso tempo un luogo ideale, una galleria di campioni e personaggi che hanno dato lustro al movimento calcistico italiano resa visibile una volta l'anno con la consegna del riconoscimento durante una cerimonia ufficiale e un luogo fisico all'interno del Museo del Calcio di Coverciano, dove conservare e tramandare, attraverso i cimeli donati dai protagonisti che ne fanno parte, la memoria storica del football italiano. Ad oggi ne fanno parte 76 leggende che hanno scritto la storia del calcio italiano.

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