Nations League, 1-1 fra Italia e Polonia: Jorginho salva Mancini
Azzurri deludenti al Dall'Ara

L'Italia di Mancini è ancora un cantiere aperto. Nell'esordio in Nations League al Dall'Ara di Bologna, davanti a poco più di 22mila spettatori, gli Azzurri non vanno oltre un deludente 1-1 contro la Polonia. Un rigore di Jorginho a un quarto d'ora dalla fine evita al Mancio l'affronto della sconfitta davanti al pubblico che lo ha avuto a battezzo da calciatore. Primo gol in azzurro per il centrocampista italo-brasiliano del Chelsea, alla nona presenza. Per la Polonia, reduce da un disastroso Mondiale che ha portato all'esonero di Nawalka e alla promozione di Brzeczek, in gol Zielinski. Il centrocampista del Napoli si conferma autentica bestia nera per Donnarumma in questo avvio di stagione, in gol dopo la doppietta al San Paolo in campionato. Italia che ci mette il cuore, la generosità soprattutto nel secondo tempo ma che denota ancora troppa indecisione nel cercare la giocata nei suoi giocatori di maggior talento come Insigne. Male Balotelli, positivo Bernardeschi, così così Jorginho salvato dal gol. Bene invece Chiesa quando è entrato nel finale.

Per la prima partita ufficiale sulla panchina dell'Italia, nella neonata Nations League dell'Uefa, il ct Mancini si affida ad un 4-3-3 con Donnarumma in porta; in difesa Zappacosta, Bonucci, Chiellini e l'esordiente Biraghi al posto dell'acciaccato Criscito; a centrocampo partono Jorginho, Gagliardini e Pellegrini; in attacco il tridente composto da Bernardeschi, Insigne e Balotelli. Nella Polonia, Brzeczek lascia in panchina quattro giocatori che militano in Italia (Szczesny, Milik, Piatek e Linetty). In difesa c'è il sampdoriano Bereszynski, in avanti Zielinski alle spalle di Lewandowski unica punta.

Primo tempo di grande sofferenza per l'Italia, che pur prendendo in mano le redini delle operazioni, concede troppo spazio alle ripartenze della Polonia. Gli Azzurri dopo cinque minuti rischiano già di capitolare: gran palla filtrante di Lewandowski per Zielinski che tutto solo in area viene fermato in modo prodigioso da Donnarumma. L'Italia prova a scuotersi, spingendo soprattutto con Insigne e Bernardeschi sugli esterni. Proprio da una sua pregevole giocata, lo juventino si procura e calcia però alto una punizione da posizione pericolosa. Il fraseggio degli Azzurri è lento e poco efficace, la Polonia ben messa in campo recupera spesso il pallone per poi ripartire con micidiali progressioni in velocità. Anche sulle palle alte polacchi pericolosi, come al 26' quando Krychowiak in mischia costringe ancora Donnarumma alla parata. L'unico vero squillo dell'Italia al 36' con Bernardeschi, che sfiora il gol con un sinistro a giro dal limite di un soffio a lato. Al 40' la Polonia però passa: Jorginho perde palla sulla trequarti, ne approfitta Lewandowski che dalla sinistra serve con un cross delizioso l'accorrente Zielinski per la battuta di prima intenzione su cui Donnarumma non può nulla.

Nel secondo tempo la musica non cambia e sulla prima ripartenza la Polonia sfiora il raddoppio con una girata mancina di Lewandowski, su cross dalla destra di Blaszczykowski. Mancini nell'intervallo lascia in panchina un deludente Pellegrini e inserisce il milanista Bonaventura. La reazione azzurra è ancora affidata al mancino di Bernardeschi, che dai venti metri sfiora ancora il secondo palo. Mancini si affida quindi a Belotti al posto di un Balotelli in ombra e alle prese con un affaticamento muscolare, poi è la volta di Chiesa prendere il posto di un Insigne sottotono. L'Italia prova ad alzare ulteriormente il suo baricentro e costringe la Polonia a chiudersi nella sua metà campo. E' il neo entrato Chiesa a prendersi sulle spalle la nazionale, prima impegnando Fabianski con un destro dalla distanza e poi procurandosi il calcio di rigore (dubbio) che Jorginho trasforma al 78' per l'1-1. Nel finale l'Italia prova un ultimo forcing, ma ormai la benzina soprattutto in mezzo al campo è finita. Il risultato non cambia e fra tre giorni la sfida in Portogallo (senza Cristiano Ronaldo) diventa già decisiva.

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