Twitter - @seanpelucchi
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"Onore a Mussolini": lo striscione neofascista dei tifosi della Lazio a Milano. Fiore (Fn): "Ragazzi coraggiosi"

Esposto vicino a Piazzale Loreto da un gruppo di Irriducibili. L'Anpi: "Oltraggio inaccettabile alla memoria di chi ha combattuto per la libertà di tutti noi"

Alla vigilia delle celebrazioni del 25 aprile, discutibile provocazione da parte di un gruppo di tifosi della Lazio arrivati a Milano per assistere stasera alla semifinale di ritorno di Coppa Italia contro il Milan a San Siro. Nel primo pomeriggio, un gruppo di Irriducibili ha esposto nei pressi di Piazzale Loreto uno striscione con la scritta: "Onore a Benito Mussolini". 

In seguito all'episodio, la Digos di Milano ha identificato alcune decine di tifosi biancocelesti in alcune piazze e bar del centro città e nella zona dello stadio Meazza. Non è chiaro se tra questi ci siano anche coloro che hanno partecipato all'azione dimostrativa.

Immediata la reazione dell'Anpi. "E' una gravissima provocazione che avviene alla vigilia del 25 aprile. Rappresenta un oltraggio inaccettabile alla memoria di chi ha combattuto per la libertà di tutti noi. Chiediamo che siano individuati i responsabili e che le organizzazioni neofasciste e neonaziste vengano sciolte applicando le leggi che esistono, Scelba e Mancino", dice a LaPresse il presidente della sede milanese Roberto Cenati. "La ricorrenza del 25 aprile è una festa che deve unire tutti gli italiani", aggiunge Cenati.

Preoccupato anche il sindaco di Milano, Beppe Sala, che sui social scrive: "Anche cercando di non drammatizzare, non si può non capire che si stanno superando certi limiti. E che la denuncia di tutto ciò spetta soprattutto alla politica. A tutta la politica però". "Milano è e resterà sempre una città profondamente antifascista".

Il leader di Forza Nuova, Roberto Fiore, invece, loda l'iniziativa degli ultrà. "I ragazzi che hanno esposto lo striscione a Milano sono ragazzi coraggiosi che per un'idea (che è anche la mia) rischiano denunce, Daspo e rotture di scatole che il sistema ancora dà a chi osa riportare il nome di Mussolini all'onore che merita".

 

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