Milan, Supercoppa: Jeddah accende i riflettori su Higuain

Nella vigilia araba, i fari sono ormai tutti in faccia al Pipita. E Gattuso potrebbe metterlo nella formazione iniziale

"Continuano a fotografarmi", è il gesto di stizza di Gonzalo Higuain all'indirizzo della security rossonera e in segno di protesta per l'attenzione morbosa del pubblico nei suoi confronti. E' iniziata così, dopo le parole di Rino Gattuso alla Domenica Sportiva ("Il Pipita sta pensando al futuro ma ora è con noi ed è questo ciò che conta"), la trasferta rossonera in terra saudita per la Supercoppa di Lega. Troppa carica e troppo nervosismo, come conferma l'ultima gara di campionato fra Milan e Juventus a San Siro, in genere non sono un buon segno per Gonzalo Higuain. Ma se la gara del rigore sbagliato e dell'espulsione una cosa ha insegnato, è proprio quella di pensare solo al Milan senza covare eccessive rivalse nei confronti dei colori bianconeri.

Rino Gattuso lo dice spesso, parlate di me e lasciate in pace i miei giocatori. Nella vigilia araba, i fari sono invece ormai tutti accesi in faccia al Pipita di inizio 2019, nel quale Fabio Capello stenta a riconoscere il vero Pipita. Ma anche se "non sembra più lui" come dice Don Fabio, Higuain potrebbe essere comunque mercoledì al centro di questa formazione iniziale rossonera: Donnarumma; Calabria, Zapata, Romagnoli, R.Rodriguez; Kessie, Bakayoko, Calhanoglu; Castillejo, Higuain, Paquetà. Se venisse confermata questa base di partenza, dei tre giovani virgulti rossoneri rilanciati dalla trasferta di Coppa Italia a Genova giocherebbe dall'inizio il solo Paquetà. Dopo un primo tempo di lotta a centrocampo contro la tatticissima Samp di Giampaolo e un secondo tempo più di governo, più propositivo, l'ex Flamengo è piaciuto a Gattuso ed è sul punto di venire confermato per la sfida contro la Juventus. Per Andrea Conti, autore del cross-assist elegante ed efficace per il vantaggio milanista, e per Patrick Cutrone, autore della doppietta che ha proiettato i rossoneri verso i quarti di TIM Cup contro il Napoli, ancora un po' di pazienza.

Fino a quando lo si vedrà, ma mordere il freno per giocatori così giovani e così freschi non è mai tempo perso. A proposito di giovani, piccolo sospiro di sollievo per Donnarumma: a Jeddah non si ritroverà contro Benatia, che gli fece di testa il primo gol nella finale di coppa Italia del 9 maggio 2018, e nemmeno Mandzukic, anche lui in gol di testa nell'ultimo Milan-Juve di campionato a San Siro. Magra consolazione se poi devi confrontarti contro CR7, Dybala e Bernardeschi, ma intanto i due arieti juventini non sono stati convocati per la finale. In Arabia Saudita dalle ore immediatamente successive alla gara vinta sul terreno della Sampdoria, il Milan ha appreso proprio a Jeddah della conferma delle 15 come orario d'inizio di Genoa-Milan prima di ritorno in campionato e sempre dalla business town della Finale ha tenuto a battesimo il proprio nuovo account ufficiale Twitter in lingua araba.

Alla vigilia per il Milan parleranno allenatore e capitano, Gattuso e Romagnoli. Con il tecnico rossonero che dovrà essere bravo a tenere toni più sfumati rispetto a quelli utilizzati ("Per noi è una finale di coppa del Mondo) a ridosso della finale di Coppa Italia dello scorso maggio. La prima con Romagnoli capitano è anche la prima, dopo tanti anni, senza Buffon. Il Gigi nazionale aveva perso ai rigori contro il Milan sia a Manchester nel 2003 che a Doha nel 2016. Sempre ai rigori. Intanto sono 25 i precedenti tra Luca Banti, arbitro designato per la Supercoppa, e il Milan: bilancio non particolarmente favorevole ai rossoneri con 7 vittorie, 10 pareggi e 8 ko. Ultimo incrocio il 25 novembre 2018, all'Olimpico: Lazio-Milan 1-1. Sul fronte delle dure polemiche delle scorse settimane, va invece rilevato un dato positivo: per questa sfida, sugli spalti dello stadio King Abdullah Sports City potrebbero essere presenti tra le 10 e le 15 mila donne.

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