Milan, Pioli: Prossimo anno lottare per la Champions, spero con Ibra
Milan, Pioli: Prossimo anno lottare per la Champions, spero con Ibra

Il tecnico rossonero guarda alla prossima stagione alla vigilia dell'ultima di campionato con il Cagliari: "La mentalità che abbiamo creato è la base per crescere"

Il quinto posto non è più raggiungibile, ma in casa Milan si respira un'atmosfera rilassata e serena: la missione è compiuta. Con l'Europa League, il rinnovo in tasca e i risultati messi in fila dalla squadra nel dopo-lockdown, Stefano Pioli ha tutti i motivi per sorridere. Non per questo, però, il tecnico ammette rilassamenti in vista dell'ultimo impegno di questa strana e difficile stagione. A San Siro arriva il Cagliari, in una sfida che mette in palio solo l'onore ma che il Diavolo dovrà comunque provare a fare sua. E per chiarire meglio il concetto, il tecnico ha spiegato che in campo "andrà assolutamente in campo il miglior Milan". Con l'obiettivo di fare punti e, soprattutto, confermare quella continuità di prestazioni che "dev'essere il nostro filo conduttore nella prossima stagione". "Abbiamo lavorato tanto per trovare questa continuità e questa filosofia di gioco", ha proseguito in conferenza stampa. "E questa stagione ci deve servire per consolidarla nella prossima. Creare una mentalità è l'aspetto più importante, complicato e più lungo da ottenere nel tempo. Noi ci siamo riusciti e anche in tempi non eccessivi. Questa mentalità deve essere la base su cui lavorare e crescere".

Pioli si è detto "onestamente dispiaciuto" che finisca la stagione, soprattutto per il clima venuto a crearsi nella sua gestione. Ma "i ragazzi hanno dato tutto quello che avevano e hanno bisogno di riposare. Qui c'è grande sintonia tra di noi, si sta bene insieme, c'è voglia di lavorare e questo gratifica il nostro lavoro e il modo di stare insieme. Ma ritroverò tutto questo quando riprenderemo la prossima stagione". E chissà che ai nastri di partenza alla fine non ci sia ancora Zlatan Ibrahimovic. La trattativa deve ancora avviarsi, ma i segnali per il rinnovo dello svedese sono confortanti. "Se spero che quella di domani non sia l'ultima partita di Zlatan nel Milan? Sì", ha dichiarato Pioli. Del resto, proprio il lavoro e la presenza dell'attuale tecnico è uno degli aspetti che può convincere Ibra a restare in rossonero. E domani il 38enne attaccante sarà in campo dal 1'. Sulla formazione, però, Pioli si è limitato a dire: "Non so ancora chi giocherà, devo valutare in recuperi. Rebic non ci sarà perché squalificato, quindi ci sarà Leao dall'inizio. Ma la squadra sarà competitiva. Qualche cambio ci sarà, ma tutti i giocatori sono pronti e hanno dimostrato di poter dare il loro contributo quando sono stati chiamati in causa". Ma è indubbio che proprio la crescita di Rebic, con Kessie e Calhanoglu sia stato uno dei segreti della cavalcata post-lockdown del Diavolo. "Tantissimi giocatori della rosa sono cresciuti e hanno dimostrato finalmente le loro qualità. Io ero convinto di avere una squadra di qualità, con ottimi valori, avevamo solo bisogno di tempo per conoscerci e guadagnare fiducia. E' il gioco che ha permesso ai giocatori di crescere e viceversa".

E con la crescita della squadra, inevitabilmente deve crescere l'ambizione del club. "Se il Milan meritava di più del sesto posto? Abbiamo fatto un 2020 eccellente, però non è finita. Dobbiamo finire bene e consolidare la nostra classifica. So che siamo stanchi sia mentalmente che fisicamente e che la posizione in classifica non la cambieremo. Ma abbiamo il dovere di fare bene. Quello che non abbiamo raggiunto quest'anno - ha sottolineato - dobbiamo raggiungerlo l'anno prossimo. Il sesto posto non sarà il nostro obiettivo, bensì qualcosa di più importante. Il Milan deve lottare per tornare in Champions. Abbiamo prestigio, storia, gloria, tifosi fantastici". Ma, ha avvertito il mister rossonero, "si riparte da zero. Per questo dovremo lavorare tanto e bene e dimostrare che abbiamo queste qualità". Nella squadra del futuro, anche spazio alla linea verde: "L'anno prossimo punteremo anche sui giovani. Alcuni di loro dovranno far parte della prima squadra e dovranno essere pronti. Se sono bravi e forti dovremo farli giocare". Tornando al presente, ha ormai chiuso la stagione Andrea Conti: dopo l’infortunio rimediato poco più di una settimana fa in casa del Sassuolo, il terzino, costretto a saltare Atalanta e Sampdoria, si è sottoposto a un nuovo intervento. "A seguito del persistere della sintomatologia dolorosa dopo il trauma del ginocchio sinistro", il rossonero "è stato sottoposto a revisione artroscopica con regolarizzazione del menisco mediale", ha comunicato il club.

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