Milan nel segno di 'Zorro': dopo giri immensi Boban sta per tornare
Milan nel segno di 'Zorro': dopo giri immensi Boban sta per tornare

L'ex numero 10 rossonero pronto a vestire i panni di dirigente

Nei primi mesi del 2001 Boban non stava più nella pelle. Sapeva che era arrivato per lui il momento di lasciare il Milan, ma il problema non era quello. Il campione croato, titolare nella partita del Secolo del 1994 ad Atene contro il Barcellona e vincitore di 3 scudetti con la maglia del Milan, non sopportava quello strano clima di stagnazione che aveva avviluppato le strategie di mercato rossonere. Non mi interessa, diceva agli amici, tanto il dover salutare, quanto invece vedere come stanno andando le cose. Il Milan è importante, il Milan deve stare su, il Milan deve comprare il meglio. Poche settimane dopo, ad agosto del 2001, Zvone, così come lo ha sempre chiamato tutta Milanello, era in mezzo al campo felicissimo di cedere la sua maglia numero 10 a Manuel Rui Costa.

L'episodio chiarisce quanto sia importante per lui quel concetto "prima l'Ac Milan" che lo stesso Rino Gattuso ha fatto suo a più riprese. Nell'ultimo mese di campionato, in ogni conferenza stampa della vigilia delle partite. In attesa di sciogliere la riserva la prossima settimana, Boban è un personaggio agli antipodi rispetto a Leonardo. Fuori dal campo, il dominus di Zagabria è meno creativo ed artistico, ma tremendamente serio, intenso e concentrato meno spirito libero e più uomo di disciplina e di regole. Da quando ha lasciato il Milan nel 2001 e il calcio nel 2002 dopo l'esperienza al Celta Vigo, Zvone non è stato fermo un attimo. Prima ha posto le basi della sua attività imprenditoriale a Zagabria, poi ha iniziato da opinionista principe la sua attività a Sky. Senza fare sconti a nessuno: pronto a far valere le sue idee con tutti, sia esso lo juventino Antonio Conte oppure il milanista Adriano Galliani.

Oggi il leader della Nazionale croata semifinalista del Mondiale 1998 in Francia (Qui sont ces croates?, titolava 'L'Equipe' in quei giorni...), è vicesegretario generale della Fifa e poco più di un anno fa era stato a Milanello per sostenere, all'epoca ancora del Milan cinese, la candidatura rossonera nel campionato mondiale allargato per club, proprio in un momento politico cruciale in cui quella proprietà era alle prese con una dura congiuntura Uefa. Proprio lui e Paolo Maldini furono protagonisti di un battibecco in campo, a marzo del 2001, il periodo di nervosismo di Boban, al termine di un Atalanta-Milan 1-1. Ma a fine-gara, da uomini e da campioni, si presentarono davanti alle telecamere non per negare o per minimizzare, ma per spiegare che era tutto finito, tutto chiarito.

Diciassette anni dopo una nuova conferma della veridicità di quel chiarimento, tanto che è stato proprio Maldini a pensare a Boban per avere a bordo non solo un grande milanista e un ottimo conoscitore di calcio, ma anche un personaggio di carisma che sta diventando abile politico. Il fatto che abbia già incontrato Maldini dimostra come la priorità per il capo dell'area sportiva in pectore sia l'organigramma, il board tecnico. Poi si passerà all'allenatore, al suo staff, al mercato, alla squadra. Il figlio del colonnello Marinko è un innamorato del top e da quando si concretizzerà il suo nuovo ruolo milanista avrà sempre il top come prospettiva finale. Con più compiti da direttore generale che da direttore tecnico, con un ruolo di vertice insieme a Ivan Gazidis e Paolo Maldini. Il top del Milan. Il top, appunto.
 

© Copyright LaPresse - Riproduzione Riservata