Milan, la carica di Pioli: "Anche Juve ha dei punti deboli"
Milan, la carica di Pioli: "Anche Juve ha dei punti deboli"

L'allenatore rossonero non si sente battuto in partenza per la gara di stasera con i bianconeri a Torino: "Le grandi sfide significano grandi opportunità"

Il Milan in cerca della svolta trova sulla sua strada il peggior avversario di tutti: la Juventus. Ma, avverte Stefano Pioli, "le grandi sfide significano grandi opportunità". E allora avanti senza timore, anche se i tempi in cui il Diavolo e la Signora lottavano per il tricolore sono lontani. E l'impietosa classifica parla di 16 lunghezze di distacco tra la capolista e i rossoneri, undicesimi dopo undici giornate: mai era successo nell'era dei tre punti. Se ci aggiungiamo che il Milan non ha mai vinto all'Allianz Stadium, si capisce che quella che cerca la squadra di Pioli è più di un'impresa. "La classifica ci dice che siamo lontani, ma le partite iniziano 0-0 e undici contro undici", dice il tecnico. "Dobbiamo giocare a testa alta". Certo, una vittoria "a noi servirebbe tanto, a livello mentale e di morale. Ma parlare di svolta è sempre difficile. La svolta è sempre la prossima partita. Quello che conta è la classifica finale. Noi siamo in ritardo e dobbiamo fare tanti punti". Rimediando ai troppi persi per strada dai rossoneri. La gestione Pioli ne ha fruttati per adesso quattro in quattro gare: "Pochi, dovevamo averne di più", sottolinea. "C'è rammarico che però ci deve dare ancora più attenzione e maggior cura dei particolari. Abbiamo giocato alla pari contro tutti gli avversari, ma in alcuni episodi ci siamo fatti sorprendere, e non siamo stati precisi. Sono esperienze che ci devono servire per crescere e aumentare il livello della prestazione". E contro la squadra di Sarri, poco ma sicuro, "dovrà essere superiore" a quella sfoggiata contro la Lazio, che per alcuni tratti è stata comunque positiva.

"Solo nelle prime due partite di campionato la Juve non è stata dominante sul campo come poi è diventata. Adesso - spiega Pioli - è una squadra completa. Non chiedetemi se dovremo fare la partita perfetta perché non esistono, ma non esiste nemmeno la squadra perfetta. La Juve ha fisicità, sa leggere le situazioni, attaccare, difendere, soffrire. Ma dei punti deboli li hanno anche loro. E noi dovremo essere bravi a metterli in evidenza". Lo spauracchio numero uno si chiama, nemmeno a dirlo, Cristiano Ronaldo. "Come si può fermare? E' difficile, ha tante possibilità di farti male. Stiamo parlando di un fenomeno, tra i più grandi di sempre. Chi giocherà nella sua zona, dovrà essere molto determinato nel concedergli poco spazio. A lui basta poco per fare male".

E a proposito di difesa, allo Stadium Pioli potrebbe schierare quella a tre. testata negli ultimi giorni. "E' un'opportunità, vediamo. L'abbiamo utilizzata anche nel secondo tempo con la Lazio. Ma - avverte - non credo sia quella la ricetta per dare equilibrio. Noi dobbiamo stare bene in campo, essere attenti e compatti, aggressivi. Dobbiamo saper leggere tutte le situazioni. Non credo ci sia un sistema di gioco migliore di un altro". Il tecnico ha poi detto la sua su quello che sembra essere uno dei difetti del Diavolo, la mancanza di esperienza. "Siamo una squadra giovane ma non è vero che è immatura e inesperta. Ci sono sono ragazzi seri, professionisti, qualcuno - ha spiegato in conferenza stampa - anche con esperienza importante, penso a Biglia è stato capitano della nazionale, a Reina. Suso ha 25 anni ma è un giocatore fatto, come Romagnoli. Donnarumma ha vent'anni ma è maturo e consapevole. C'è la maturità giusta per fare bene le cose", assicura l'allenatore. "Ci mancano un po' di convinzione e fiducia". Per il grande ex Fabio Capello ci sarebbe anche un problema di qualità: solo Leao e Theo Hernandez sarebbero giocatori da Milan. "Per giudicare veramente un giocatore lo devo allenare e conoscere. Abbiamo più di un calciatore che può essere ottimo", risponde Pioli. E a proposito del portoghese, "ci ho parlato e gli ho fatto vedere quello che ha fatto e non ha fatto domenica", spiega il tecnico. E' consapevole di non essere entrato con lo spirito giusto, è giovane e mi auguro che abbia imparato la lezione e che la sua prossima prestazione sia di diverso livello". Quanto alle condizioni di Suso, "ha fatto una buona settimana. L'ho visto bene in buone condizioni, è sicuramente disponibile per giocare". Detto che per aiutare Piatek a tornare letale "dobbiamo giocare molto dentro l'area avversaria per cercare di esaltare le sue caratteristiche", Pioli allontana per il momento i rumors sul ritorno in rossonero di Ibrahimovic. "E' un grande giocatore e professionista, ma il mercato di gennaio è molto lontano. Ci sarà modo e tempo per fare le valutazioni", taglia corto. Nella lista degli anti-Juve, oltre a Borini, fuori Kessié. Ufficialmente, per scelta tecnica: il centrocampista non è apparso al top.

© Copyright LaPresse - Riproduzione Riservata