Milan, Giampaolo appeso a un filo: le alternative non convincono
Milan, Giampaolo appeso a un filo: le alternative non convincono

Dopo il crollo con la Fiorentina a San Siro e la contestazione il tecnico a rischio. Il club conferma la fiducia ma si guarda intorno. La gara con il Genoa a Marassi decisiva 

Dopo la pesante sconfitta contro la Fiorentina e la contestazione di San Siro, con il pubblico che ha lasciato gli spalti fra i fischi ben prima del 90', in casa Milan sono ore di profonda riflessione circa il futuro di Marco Giampaolo. Contro Ribery e compagni, i rossoneri hanno incassato la quarta sconfitta in sei partite, la terza consecutiva, e in classifica sono ad un solo punto dalla zona retrocessione. Sabato a Marassi c'è il Genoa, che è proprio la squadra subito dietro in classifica, in quello che potrebbe essere - sembra incredibile a dirsi - una sorta di scontro per la salvezza. Molto probabilmente sulla panchina del Milan ci sarà ancora Giampaolo, anche se nelle ultime ore continuano a circolare i nomi più disparati in caso di clamoroso esonero: da Massimiliano Allegri a Luciano Spalletti, da Rudi Garcia, ad Andriy Shevchenko, fino a Claudio Ranieri o un improbabile ritorno di Rino Gattuso. Su nessuno sembra esserci grande convinzione.

La società, nel post partita, attraverso il suo uomo simbolo Paolo Maldini ha difeso a spada tratta l'allenatore confermando la fiducia. "Giampaolo è una scelta condivisa, lo difenderemo sempre. In questo momento non sembra esserci via d'uscita ma attraverso il lavoro possiamo fare", ha detto l'ex capitano nella pancia di San Siro. "Le responsabilità sono da condividere fra tutti, dobbiamo fare una sorta di autocritica generale. Dovremo condividere i problemi con l'allenatore ma anche con i giocatori", ha aggiunto Maldini. Riflessioni andate in scena durante la notte e ancora nella giornata di oggi, fra lo stesso Maldini, Zvone Boban, il presidente Paolo Scaroni. Fra l'altro in questi giorni è presente a Milano anche Gordon Singer, figlio di Paul, rappresentante del fondo Elliott. Non è un caso che la proprietà voglia dimostrare vicinanza in un momento così delicato.

Dal canto suo Giampaolo domenica sera ha negato la possibilità di dimettersi. "Con la dirigenza non ho parlato, riflessioni non ne faccio. Mi assumo le mie responsabilità, ma vado avanti perché sono convinto delle mie idee", ha dichiarato il tecnico rossonero. In sua difesa, oltre a Maldini, oggi è arrivato anche Arrigo Sacchi. "Il Milan è squadra ancora acerba, mandare via Giampaolo sarebbe un errore doppio della società", ha detto l'ex tecnico rossonero che in molti indicano come un consigliere fidato proprio di Maldini. "Il Milan ora è in un momento difficile, ma Giampaolo ha dimostrato valore, ci sono giocatori giovani, dobbiamo avere pazienza", ha aggiunto. Anche Ranieri, uno dei nomi circolati in queste ore, ha sottolineato le qualità del tecnico abruzzese. "Prima di tutto vorrei che Giampaolo potesse continuare e faccia vedere le sue qualità. E' un allenatore molto in gamba - ha detto Ranieri - che stiamo tantissimo e mi auguro che riesca a trovare soluzioni idonee per il Milan. Non è una situazione facile perchè ci sono molti giovani che vanno aiutati".

Ieri il Milan ha osservato un giorno di riposo, da domani la squadra tornerà a lavoro per preparare la trasferta di Genova. Una partita che a questo punto può segnare da spartiaque della stagione, perchè un altro risultato negativo potrebbe far precipitare la situazione. I tifosi sono ormai sul piede di guerra e ieri a San Siro hanno chiesto a gran voce la testa dell'allenatore e della stessa dirigenza. "I tifosi ci hanno sempre sostenuto, ma è da capire una reazione del genere", ha detto ieri sera Maldini. Ancora oggi l'ex capitano rossonero nel ricevere il Tapiro d'oro di Striscia la Notizia ha commentato amaro: "Son tanti anni che non siamo al livello di una volta. È una sofferenza per chi ama questa squadra".
 

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