Milan, Gattuso verso Toro tra Montella e Higuain: "Possiamo svoltare"

Il tecnico rossonero ha ricordato Gigi Radice "grande uomo di sport". E sul Pipita ha aggiunto: "Non segna da un mese, è vero, ma in mezzo c'è la squalifica, la sosta e l'infortunio. È un campione, deve concentrarsi e aiutare la squadra"

Come il Trap, come Franco Baresi. Anche Rino Gattuso ha voluto dare il via alla conferenza stampa della vigilia di Milan-Torino con il ricordo del sergente di ferro: "Il primo pensiero va a mister Radice. È venuto a mancare una grande persona, un grande uomo di sport. Condoglianze a tutta la sua famiglia, abbiamo tutti perso un grandissimo uomo. Volevo ricordarlo così". Campione d'Italia e d'Europa con il Milan, Gigi Radice è partito dalla famiglia rossonera per diventare un allenatore-innovatore degli anni Settanta. Epocale il suo Scudetto vinto con il Toro, proprio la squadra, destino, che giocherà a San Siro contro il Milan nella seconda parte della sfida MI-TO dopo l'1-0 di Juventus-Inter.

A proposito, il tecnico rossonero ha assistito rilassato e senza tifo contro alla sfida di Torino del venerdì milanese di Sant'Ambrogio: "Ho visto una grande Inter, una squadra che riesce a giocare un ottimo calcio anche allo Stadium. I bianconeri sono tosti e difficili per chiunque, ma noi pensiamo al nostro che guardare e gufare gli avversari non serve, anzi ti si ritorce contro. Sono rimasto impressionato però dall'Inter". La squadra nerazzurra è entrata più volte nelle domande della vigilia. "Se questa squadra - ha fatto notare Gattuso - è cresciuta è merito della strada che stiamo seguendo, lasciando niente al caso e lavorando ogni giorno con voglia. Voglio vedere grande senso di appartenenza perché è questo il segreto del Milan, della voglia di stare qui e migliorarsi. Ho notato questo atteggiamento e questo veleno in molti, continuiamo così. Per l'età di tanti del nostro gruppo, possiamo veramente svoltare".

Fin dalle prime ore del sabato, Rino Gattuso sapeva in ogni caso di avere due appuntamenti già fissati. La domanda su Montella, che lo aveva attaccato in settimana. E la domanda su Higuain che rientra, con l'argentino che non segna dallo scorso 28 ottobre contro la Sampdoria. Sull'ex allenatore campano del Milan, però, 'Ringhio' la tocca piano: "Nulla da dire, nessun fastidio. Lui la pensa così, gli auguro di trovare il meglio e presto un lavoro. La mia cartuccia già l'ho sparata, non posso rispondere ogni giorno agli attacchi". Ecco allora che sul Pipita le parole ed i pensieri vanno più in profondità: "Anche quando tutti pensano che sia arrabbiato, il sorriso e il 'cazzeggio' in spogliatoio non sono mai mancati, il fare battute. Non segna da un mese, è vero, ma in mezzo c'è la squalifica, la sosta e l'infortunio. Dobbiamo essere bravi noi a capire che è fondamentale e mai un problema perché è un campione e sa giocare a calcio. Lui deve solo concentrarsi ad aiutare la squadra, senza la fissa del gol".

Il resto del sabato della vigilia di Milan-Torino viene dedicato a donne e motori. Se questi sono gli argomenti giusti per fare audience fuori dal calcio, dentro il mondo del pallone la stessa cosa riguarda mercato e infortuni. Sul mercato, Ringhio è didascalico: "Paquetà arriverà domenica, starà con noi e farà dei test e poi sarà nostro dai primi di gennaio. Viene a vedere la città, la futura casa, parlerò di lui quando sarà ufficiale". Già, ma Ibra? "Ci sono Leonardo, Maldini e Gazidis, fate questa domanda a loro. Io devo pensare a quello che ho tra le mani, a Borini che ha un fastidio alla caviglia, a come far muovere i miei attaccanti. A tutto il resto ci pensa la dirigenza".

Attenzione allora al conto alla rovescia per il recupero dei difensori centrali: "Musacchio e Romagnoli hanno fatto l'ultima risonanza quattro giorni fa, hanno ripreso a correre e stanno facendo carichi di lavoro. Vediamo settimana prossima, è un po' più avanti Mateo ma siamo sulla buona strada. Già stanno correndo, è un passo importante". 

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