Milan, Bonaventura sarà operato. Per la difesa spunta Cahill

Il difensore 33enne è in uscita dal Chelsea, sembra definitivamente sfumata la pista che porta ad Aaron Ramsey

Tutto congiura per l'operazione di Giacomo Bonaventura. Intervento delicato: cartilagine del ginocchio. Il rischio? Stagione finita, sia per lui che per Lucas Biglia. Se da un lato, da ambienti rossoneri si sussurra che il sostituto di Bonaventura sia già cosa fatta e sia quel talentuoso Lucas Paquetà del Flamengo in arrivo a gennaio, dall'altro sul conto dell'alternativa a Lucas Biglia si entra nel campo delle ipotesi, dei rumors, delle piste da verificare. Non a caso proprio fra i centrocampisti si fanno il maggior numero di nomi fra i giocatori accostabili al Milan. E se c'è chi sottolinea che per il Milan sarà dura fare mercato per ragioni UEFA, è altrettanto corretto rimarcare che sta nascendo un nuovo progetto San Siro possibile fonte di importanti ricavi per il Club: anche 100 milioni di euro a stagione. E se Emirates dovesse raddoppiare la propria quota di sponsorizzazione, oltre all'ingresso di un nuovo importante sponsor e al ricorso ai piccoli azionisti, anche presso Nyon il Milan avrebbe nuovi e solidi argomenti per giustificare un mercato sostenibile quanto di fondamentale importanza causa infortuni.

Non c'è zona di campo, sempre causa infortuni, che il Milan non debba provare a puntellare a gennaio. In difesa, Musacchio tornerà a gennaio e Caldara a primavera. Quindi, Rodrigo Caio? Medaglia d'oro con Neymar alle Olimpiadi di Rio del 2016, il 25enne difensore centrale del San Paolo e di cittadinanza italiana, è da tempo concentrato sul calcio europeo. Vicino al Valencia tre anni fa, al Milan due anni fa e alla Lazio la scorsa estate, Caio appare un prospetto compatibile con le esigenze tecniche ed economiche del Club rossonero. Anche se la notizia di giornata riguarda Gary Cahill, 33 anni a dicembre, colonna del Chelsea. Con i Blues però il Milan, che non sa se riscatterà Bakayoko a fine stagione, vuole rimanere cauto prima di ipotizzare un asse strategico. Inoltre dalle parti di Stamford Bridge, Cahill guadagna molto e il Milan deve fare di conto. Non si esclude un sacrificio, ma il brasiliano resta la priorità.

A centrocampo, c'è traffico fra i vari nomi chiamati a sostituire Lucas Biglia, ad alternarsi a Kessie e Bakayoko e magari, in aggiunta, a rimpiazzare anche un eventuale partente di gennaio fra Andrea Bertolacci e Josè Mauri. Dalla rosa, sembra oramai uscito Aaron Ramsey, visto che la mezzala dell'Arsenal in scadenza di contratto diventerà in estate un giocatore del Bayern Monaco. La preferenza tecnica di Rino Gattuso ha un nome e un cognome: Leandro Paredes. Tutti da verificare costo cartellino, ingaggio e relativi benefici. Le altre piste portano a Fabinho, ex compagno di squadra di Bakayoko nel Monaco semifinalista di Champions League, poco utilizzato nel Liverpool. Ma anche al giovane Tonali su cui c'è grande traffico, al più stagionato Cesc Fabregas ormai out rispetto alle scelte di Sarri al Chelsea (ancora i Blues!) e all'ex nazionale spagnolo Javi Martinez impiegato col contagocce nel Bayern ma guardato a vista anche dalla Juventus.

In attacco, il profilo ricercato dal Milan è la terza punta. La situazione è molto chiara, con Higuain titolare fisso, con Cutrone giovane partner o alternativa e con la terza punta che serve come il pane fra tutti gli impegni previsti nella seconda parte della stagione, soprattutto se il Milan riuscirà a qualificarsi per i Sedicesimi di finale di Europa League. Chiunque venga intervistato da radio e tv, da siti e giornali risponde chiaramente di sì alla domanda se si riprenderebbe Ibra. Ebbene sì, tutti votano Ibra. Sul quale il contatto fra dirigenza sportiva rossonera ed entourage del giocatore è regolare e costante nel tempo. Non c'è ancora la parola fine alla contrattazione, ma sembra si possa andare in quella direzione. L'arrivo di Ibra toglierebbe dal tappeto le altre ipotesi che non state fatte in questo senso, sempre nel campo dei cavalli di ritorno tra i vari Alexandre Pato e Alessandro Matri, fino ad arrivare a Marco Borriello.

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