Lo sfogo di Prandelli: A Valencia mi sono sentito umiliato
"Mi hanno chiesto di fare l'allenatore e il dirigente, senza poi darmene la reale possibilità"

"Quando sono mancati i presupposti per lavorare con trasparenza, mi sono sentito umiliato: mi hanno chiesto di fare l'allenatore e il dirigente, senza poi darmene la reale possibilità". L'ex ct della nazionale italiana Cesare Prandelli in un'intervista rilasciata ai microfoni di Premium Sport è tornato a parlare della sua breve esperienza alla guida del Valencia. "Avevamo concordato che la priorità era l'acquisto di Zaza, con cui era tutto chiuso, e non ho potuto accettare il fatto che il presidente, dopo venti giorni in cui eravamo d'accordo, mi fosse venuto a chiedere se volevamo un centrocampista. Come a voler ricominciare da zero - ha rivelato - Mi sono sentito umiliato e ho preferito rescindere un contratto di un anno e sei mesi: con questi soldi risparmiati magari ora possono fare mercato, visto che hanno problemi di fair play finanziario. Poi Zaza, dopo la mia rescissione, è arrivato lo stesso: penso che abbia le possibilità per fare bene".

Secondo Prandelli "il progetto Valencia era intrigante, ma in passato hanno fatto degli errori: hanno pagato cari dei giocatori e pensano che essendo la quarta squadra per monte ingaggi, di conseguenza dovrebbero arrivare quarti in classifica - ha spiegato - Il loro è un approccio economico, non tecnico. Il calcio non è così". L'ex allenatore dell'Hellas Verona ha poi elogiato il lavoro di Maurizio Sarri. "Il calcio italiano è uno scandalo: non può un allenatore così bravo arrivare così tardi nel grande calcio. Devo fargli i complimenti, perché è sempre riuscito a migliorare squadre già forti prima del suo arrivo - ha sottolineato - La sfida con il Real? A livello tattico il Napoli se la può giocare, anche se il Real ha interpreti straordinari. Anche a Valencia, con i giocatori, parlavamo bene degli azzurri di Sarri".

Prandelli ha poi ricordato i suoi trascorsi alla Fiorentina. "Firenze è una città calcisticamente stimolante: è un campo che ti forma e non nego che anche per me sia stata l'esperienza che mi è rimasta più addosso - ha ammesso - Un mio ritorno? Ho sempre detto che non me ne sarei mai andato, non aggiungo altro perché non voglio che si inneschino polemiche".
 

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