Serie A, il Milan lotta ma si spegne nel finale: la Lazio sbanca San Siro
Serie A, il Milan lotta ma si spegne nel finale: la Lazio sbanca San Siro

La squadra capitolina aggancia Cagliari e Atalanta al terzo posto in classifica

I segnali di ripresa non bastano. Soprattutto contro una delle squadre più in forma del momento. Il Milan se la gioca alla pari con la Lazio, ma capitola nel finale dopo il botta e risposta nel primo tempo firmato dal gol numero 100 in biancoceleste di Immobile e dall'autorete di Bastos. E' un inserimento fulminante di Correa, imbeccato magistralmente da un Luis Alberto in versione mago, a far ripiombare il Diavolo nel baratro, dopo aver sognato – legittimamente – anche il colpaccio che avrebbe ridisegnato la classifica della banda di Pioli. Invece lo schiaffo del 'Tucu' suona come una sentenza e spedisce ancor più il Milan lontano dalla zone coppe, distante ora 8 punti. Esulta invece la squadra di Simone Inzaghi. Sotto gli occhi di Claudio Lotito, tornato a seguire Lulic e compagni in trasferta a sette mesi dall'ultima volta, la Lazio sbanca San Siro con una prova autorevole che fa volare l'Aquila al quarto posto, in coabitazione con Atalanta e Cagliari. I biancocelesti chiudono così una settimana da sogno facendo l'en plein di punti (nove su nove) e respingendo le nubi che avevano avvolto Inzaghi nel mese di ottobre.

Pioli cambia ancora a tre giorni dalla prima gioia con la Spal, ma non troppo. Gli stop di Suso e Musacchio spalancano le porte per una maglia da titolare a Duarte e Castillejo, già impiegati in Emilia. Conferma anche per Bennacer in cabina di regia, la novità riguarda l'inserimento di Krunic in mezzo al campo per Kessiè. Forze fresche anche per Simone Inzaghi, che fa rifiatare Luiz Felipe (dentro Bastos) e ripropone in mezzo al campo Leiva e sulla destra Lazzari, al posto di Cataldi e Marusic. Davanti c'è regolarmente Immobile con Correa nelle vesti di suggeritore. I tre punti di giovedì hanno dato fiducia e nuova linfa al Diavolo. Che se la gioca, al cospetto di una seria candidata per un posto in Champions, a viso aperto. E senza timori reverenziali. Colpo su colpo, uomo contro uomo, giocata contro giocata. Non demeritando, anzi. Castillejo è ispirato sulla destra e non fa rimpiangere Suso, Paquetà e Bennacer danno qualità alla manovra, Calhanoglu è da subito in partita. Anche Piatek trae beneficio dalla ritrovata fiducia di Romagnoli e compagni. Il 'Pistolero' è meno isolato e dialoga con risultati interessanti con i compagni. Acerbi si immola all'8' sul tiro del polacco, ma la palla gol migliore capita sui piedi di Paquetà, che lanciato da Castillejo spreca tutto con un 'passaggio' a Strakosha. Anche Castillejo cerca gloria, con una soluzione da fuori che costringe Strakosha a un intervento difficile. Il risveglio del Diavolo comunque non trova impreparata la Lazio. Gli uomini di Inzaghi hanno fatto bene i compiti a casa e sanno come e quando far male. Anche perché nel Milan 2.0 di Pioli il punto debole sembra essere la difesa. Immobile ha il piede caldo e affonda come una lama nel burro sull'out sinistro. Donnarumma si immola al 6' e ringrazia la traversa che il centravanti della nazionale colpisce al 23'. Il gol però è nell'aria e arriva poco dopo. Lazzari fa quello che vuole sulla destra, crossa al centro per il compagno che brucia Duarte nello stacco aereo e gela San Siro, realizzando la 100/a perla con la maglia della Lazio. Il vantaggio degli ospiti non dura però che una manciata di minuti. Il cross dalla sinistra di Calhanoglu non viene raccolto da Piatek ma inganna Bastos, che di petto infila il pallone nella propria porta.

Il botta e risposta nel giro di tre minuti non altera gli equilibri del match. Entrambe le squadre giocano per i tre punti, senza badare a fare calcoli o gestire le energie nel terzo impegno nel giro di una settimana. Il Milan sfiora il 2-1 direttamente su calcio d'angolo con Calhanoglu ma perde Castillejo, tra i migliori, rimpiazzato da Rebic, subito pericoloso di testa. Nella ripresa i ritmi si abbassano ma Pioli con la mossa di Leo per Paquetà dopo neanche dieci minuti lancia un messaggio forte e chiaro alla sua squadra: non abbassarsi. E infatti i rossoneri continuano a creare occasioni, con Calhanoglu da fuori (Strakosha respinge) e Piatek da posizione defilata (esterno della rete). Inzaghi corre ai ripari e ridisegna la sua Lazio: fuori uno spento Milinkovic e un Immobile non al meglio, dentro Caicedo e Parolo. E i biancocelesti come per magia tornano a danzare nella tre quarti campo offensiva, soprattutto per merito delle giocate sontuose di Luis Alberto. Che sfiora il gol al 31' trovando sulla sua strada Donnarumma, bravo poco dopo a rimediare a un'uscita a vuoto con un intervento salva-risultato su Acerbi. Alla fine però la maggior qualità della Lazio ha la meglio su un Milan coriaceo e coraggioso. Luis Alberto con un passaggio no look manda in tilt la retroguardia rossonera e lancia Correa, che trova un'autostrada di fronte a sé e trafigge Donnarumma. Il Milan cede seppur a testa alta e vede la zona coppe allontanarsi sempre più. La Lazio infila la terza e vola in classifica.

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