La Juve viaggia già fortissimo anche se CR7 resta ancora a secco
Pjanic e Mandzukic archiviano la pratica Lazio. Ronaldo ancora a bocca asciutta, ma fa il suo anche senza segnare

Non è ancora la Juventus che tutti si aspettano di vedere, spettacolare e armonica, devastante e grassa; non è ancora il Ronaldo che da due mesi popola l'immaginario collettivo con sogni spropositati; non è ancora niente, sì, eppure è già abbastanza affinché il filo delle vittorie si allunghi (due su due), l'autostima cresca sempre di più e il fuoriclasse portoghese confermi di essere mostruosamente bravo pur senza segnare. Anche per CR7, in fondo, sono due su due: a secco. Ma si tratta di un mero dettaglio statistico destinato a sbriciolarsi a stretto giro di posta. Tutto questo per dire che la Lazio ha resistito mezz'ora, malgrado abbia sempre costretto i campioni d'Italia a tenere alta l'attenzione, e che la resa è stata orgogliosa. Però a naso non poteva che finire così.

Un po' come una settimana fa a Verona, nulla è stato sfacciatamente facile per la Juventus che non è ancora come l'ha in testa Allegri e come la vorrebbero i tifosi. I quali si sono presentati compatti e chiassosi per celebrare il debutto torinese di Ronaldo e si sono invece spaccati su Leonardo Bonucci: fischiato e insultato dalla curva Sud, applaudito dal resto dello stadio. Il 'tornante' più famoso d'Italia è stato però un corollario della partita, che si è innestata fin dalla fase di riscaldamento sul fenomeno portoghese, non ancora completamente a suo agio in bianco e nero. Rispetto alla sfida con il Chievo, è stato defilato sul centro sinistra, con Marione Mandzukic in posizione centrale e Federico Bernardeschi a destra. Poche palle toccate, pochi rifornimenti, il primo tiro in porta scagliato al 41', un paio di 'legnate' terribili che hanno generato sussulti vari, un po' di insofferenza qua e là mitigata dalla rete di Pjanic (minuto 30) con la quale la Juventus ha schiodato il risultato e ristabilito le distanze dalla Lazio. La formazione di Simone Inzaghi, tra il gol del bosniaco e il palo di Khedira, era stata più pericolosa (Lulic da fuori all'11') e, paradossalmente, più compatta; poi però è finita risucchiata nel gorgo dei più forti.

Milinkovic Savic ha confermato di essere un giocatore di talento e, forse, ha acuito il disagio bianconero per un colpo mancato da parte di Giuseppe Marotta, colpo che avrebbe di sicuro fatto impennare la qualità a centrocampo, anche se Matuidi ha dato l'impressione di essere già (o ancora) in forma mondiale e Khedira è stato un buon equilibratore tattico. E' chiaro che il lavoro di Allegri dovrà essere matto e disperatissimo in questi giorni di fine estate, perché il potenziale della sua formazione è enorme ma per adesso non si riflette sul campo. Per un giudizio non superficiale sono indispensabili pazienza e tolleranza, insomma altro tempo, però qualcosa va registrato. Alla seconda uscita, ad esempio, Cancelo ha ribadito di essere eccellente in fase di spinta (suo l'assist per il raddoppio di Mandzukic al 75') ma di essere deficitario dalla cintola in giù, cioè nel disbrigo delle faccende difensive, così come Alex Sandro deve ancora innestare il turbo.

Resta il fatto che, pur non entusiasmando, la Juventus è in testa a punteggio pieno e viene da fantasticare su cosa accadrà quando tutto sarà ottimizzato e tutto funzionerà meglio. E quando Ronaldo avrà metabolizzato completamente l'impatto con un ambiente nuovo e un calcio inedito, perché la Serie A non è la Liga, in particolare per chi deve sbattersi in attacco e fare (tanti) gol.
 

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