La Juve crolla nel finale: con Gimenez e Godin vince l'Atletico: 2-0

Spagnoli superiori soprattutto nella ripresa. Risultato giusto. Servirà un miracolo al ritorno. Due decisioni del Var a favore dei bianconeri scatenano Simeone

Servirà un miracolo alla Juventus per accedere ai quarti di Champions League. Del resto, si sapeva che l'Atletico Madrid sarebbe stato un avversario delicato, uno dei peggiori che potevano a capitare ai campioni d'Italia. E la sconfitta dolorosissima (2-0, reti di Gimenez e Godin) del Wanda Metropolitano mette la squadra di Massimiliano Allegri nella condizione di disputare la sfida di ritorno, il 12 marzo, con un solo risultato a disposizione e con la necessità di realizzare tre reti a un avversario che ha nella solidità della difesa il suo punto forte.

Va detto che, per come si è sviluppata la gara e per il numero delle opportunità costruite, il successo dei colchoneros è stato legittimo, addirittura 'soffocato' da due decisioni del VAR che hanno prima sfilato un rigore a Diego Costa e poi la gioia ad Alvaro Morata. La Juventus è crollata in cinque minuti, dal 78' all'83', trascinata da un atteggiamento eccessivamente rinunciatario e dalla serata sbilenca di molti insospettabili. Non è con prestazioni così vuote e anonime che si può ambire ad alzare la coppa con le grandi orecchie: forse serve un bagno di umiltà. A tutti e per tutti, da chi comanda all'ultimo dei magazzinieri.

Non è successo niente che non fosse stato ampiamente previsto. Perché l'Atletico Madrid è capace solo a giocare così, in maniera pelosa e ossuta, picchiando e aggredendo, fregandosene dello spettacolo, badando unicamente alla concretezza, costruendo le proprie fortune su una retroguardia straordinaria, mordendo caviglie e ambizioni dell'avversario.

Perché la Juventus senza Khedira (operato al cuore) e Douglas Costa (scassato), con Pjanic febbricitante e controllato a uomo, con Bentancur e Matuidi in palese sofferenza a centrocampo, ha pagato il prezzo della feroce determinazione spagnola e di una serata stortissima.

Ma pure questo stava scritto sul cartellone di un ottavo di Champions League dal pronostico ballerino, al pari delle vessazioni ai danni di Cr7. Che, comunque, ha risposto mostrando il 5, ovvero il numero di Champions conquistate. Non è successo niente che Massimiliano Allegri non avesse previsto alla vigilia, malgrado la sua Juventus abbia giocato sempre al minimo sindacale, quasi a voler scansare il rischio di finire nella trappola di Simeone. Se non è stata paura si è trattato di prudenza. Esagerata prudenza, che ha portato a un atteggiamento quasi passivo. Tanto che l'inizio della ripresa è stato da batticuore per i campioni d'Italia, graziati da Diego Costa e salvati dalla traversa sulla conclusione di Griezman, con l'intervento decisivo di Szczesny. Brividi, insomma, pure quando Morata ha preso il posto di Diego Costa e solo il VAR gli ha negato la gioia del primo gol con la sua nuova squadra. Ma poi ci hanno pensato Gimenez e Godin a graffiare e griffare il successo. Un epilogo inequivocabile, una sentenza che sa di condanna.

ATLETICO MADRID-JUVENTUS 2-0.
RETI: 78' Gimenez (A), 82' Godin (A).
ATLETICO MADRID (4-4-2): Oblak; Juanfran, Giménez, Godin, Filipe Luis; Saul, Thomas (60' Lemar), Rodri, Koke (67' Correa); Diego Costa (58' Morata), Griezmann. A disp.: Adan, Savic, Arias, Vitolo. All.: Diego Simeone.
JUVENTUS (4-3-3): Szczesny; De Sciglio, Bonucci, Chiellini, Alex Sandro; Bentancur, Pjanic (72' Emre Can), Matuidi (84' Cancelo); Dybala (80' Bernardeschi), Mandzukic, Cristiano Ronaldo. A disp.: Perin, Rugani, Barzagli, Kean. All.: Massimiliano Allegri.
Arbitro: Zwayer F. (Ger)
NOTE: ammonito Diego Costa (A), Thomas (A), Alex Sandro (J), Griezmann (A)

© Copyright LaPresse - Riproduzione Riservata