Terremoto Juve: ufficiale il divorzio con Allegri
Terremoto Juve: ufficiale il divorzio con Allegri

L'allenatore lascia dopo 5 anni e altrettanti scudetti, 4 Coppe Italia, 2 Supercoppe e 2 finali di Champions perse

Finisce qui. Dopo cinque anni, cinque scudetti, quattro Coppe Italia, tre Supercoppe. Finisce la storia di Massimiliano Allegri alla Juventus, anche se continuerà la storia di Allegri allenatore (al Psg? Bah) e quella della Juventus (chi in panchina? Boh). In fondo, era tutto abbastanza prevedibile: chi conosce l'ambiente bianconero si era stupito della conferma 'al brucio' appena consumato il terribile flop in Champions League contro l'Ajax, conferma di Andrea Agnelli e di se stesso; si era stupito che quel "resta" non fosse stato seguito da nulla di concreto; si era stupito che l'incontro chiarificatore fosse stato dilazionato nel tempo e nei modi. Al terzo incontro, l'addio ha preso forma ed è diventato un laconico comunicato della società. Domani il presidente e l'allenatore spiegheranno il perché e il percome, oppure non spiegheranno niente. Tanto adesso poco conta. Adesso che è finita.

Viene spontaneo chiedersi cosa paghi Allegri. Sicuramente non aver centrato la conquista della Champions League con il 'plus' milionario di Ronaldo, probabilmente aver snaturato e deprezzato alcuni giocatori (Dybala), evidentemente non avere un feeling totale con lo spogliatoio (Dybala stesso, Alex Sandro, Douglas Costa, Cancelo). Più di tutto, più ancora del prolungamento con adeguamento del contratto, hanno inciso le idee. Allegri era per dare una decisa sforbiciata all'organico, vendere e poi comprare, insomma rifondare. I dirigenti, in particolare il vicepresidente Pavel Nedved, erano e sono per consolidare una squadra che in Italia resta anni luce avanti a tutte e in Europa - a quanto pare - andava solo sistemata meglio in campo. L'insieme di queste elementi ha portato alla separazione: consensuale, perché nessuno si tira i piatti e se li tirerà. Semplicemente, è finita qui.

Rimane un aspetto da rimarcare. E da non sottovalutare. Su Allegri pesa pure come una zavorra lo scarso appeal nei confronti dei tifosi, che lo hanno accolto con diffidenza nell'estate del 2014 e che non lo hanno mai amato fino in fondo. Soprattutto, gli hanno rimproverato sempre più spesso di fare giocare male - o non bene - la Juventus. La goccia è stata la doppia sconfitta contro l'Ajax ma qualcosa si era già rotto prima, dopo l'Atletico Madrid, quando l'allenatore aveva chiuso i suoi profili social per scansare insulti e critiche. Tira brutta aria già allora, però nessuno aveva voluto credere che un sodalizio felice e vincente potesse conoscere il 'the end'. E invece...
 

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