Inter, De Boer: Obiettivo Champions. Juve più forte? Non so
"Il prestigio del club ha avuto la sua influenza nella mia scelta e voglio far parte di questa grande storia"

"Entrare in Champions, non ci sono storie. Il resto dobbiamo vederlo, comunque ci proveremo". E' questo l'obiettivo di Frank De Boer, nuovo allenatore dell'Inter, che si è confessato in una lunga intervista alla Gazzetta dello Sport. "Con una buona organizzazione e con la giusta mentalità si può ottenere qualsiasi cosa nel calcio. Sarà comunque durissima su tutti i fronti, perché Roma, Napoli, Lazio, Fiorentina e Milan sono ottime squadre e vanno rispettate", ha aggiunto il tecnico olandese.

Juve che sembra però troppo forte per tutti in Italia.  "È una grande squadra, la rosa è eccezionale. Hanno messo dentro Higuain - ha detto De Boer - allo stesso tempo è partito Pogba. Dobbiamo capire come giocherà a centrocampo, e non è così sicuro che sia più forte dell'anno scorso. Grandi nomi sì, ma non sappiamo ancora se i grandi nomi sapranno anche essere squadra".

Sulla trattativa che lo ha portato all'Inter, De Boer ha rivelato: "Sono stato contattato un paio di settimane prima della firma, tramite il mio agente. Ho dato la mia disponibilità, il progetto nerazzurro mi è sembrato subito interessante, poi in un secondo momento ci siamo confrontati e ogni cosa è andata velocemente a posto". Su cosa rappresenta l'Inter per il tecnico olandese: "È tradizione, è Italia. Se pensi al calcio italiano ti vengono in mente le tre grandi: Inter, Milan e Juve. A Milano, poi, sono passati fantastici giocatori olandesi - ha ricordato - Jonk e Bergkamp da un lato, Van Basten, Rijkaard e Gullit dall'altro. Il prestigio del club nerazzurro ha avuto la sua influenza nella mia scelta, e io voglio essere coinvolto in questa grande storia".

Infine sul suo modo di giocare, sulla carta in controtendenza con la tradizione interista. "Non voglio cambiare la storia dell'Inter, ma passo dopo passo possiamo crescere sotto molti punti di vista. Dobbiamo attaccare e difendere insieme. Poi, se ci sono momenti in cui si è stanchi, si può anche giocare a tratti in contropiede. Però, mai tutti dietro e due attaccanti lasciati là davanti a risolvere le cose...", ha concluso.

© Copyright LaPresse - Riproduzione Riservata