I tormenti del Real: il caso Isco e gli altri big che meditano l'addio

La squadra è ancora in convalescenza e il ko in campionato contro l'Eibar non fa che confermarlo

Scherzi del destino. La prima sconfitta in campionato del Real gestione Solari è arrivata quando la proprietà Blancos ha ufficializzato il tecnico fino al 2021. L'annuncio è arrivato durante la pausa per gli impegni delle nazionali e in quel momento è cessato l'interim dell'argentino, scelto inizialmente come soluzione provvisoria dopo la cacciata di Lopetegui. Conquistata la panchina merengue a suon di risultati, l'ex centrocampista è inciampato al rientro in campionato: ed è stato un brusco risveglio, il 3-0 incassato in casa dal modesto Eibar, sabato scorso. Un ko che ha riportato in superficie tutti i difetti dei campioni d'Europa: fragilità, nervosismo, mancanza di continuità, equivoci tattici. La dimostrazione che, nonostante i segnali di risveglio, il paziente Real è ancora in convalescenza e la luce in fondo al tunnel di una stagione fino a qui tormentata, la prima del post-Ronaldo, si intravede a sprazzi.

Se le gioie principalmente arrivano dalla Champions, la comfort zone del Real delle 13 Coppe in bacheca, con il pass per gli ottavi già messo in tasca a spese della Roma, i dolori si concentrano in Liga, dove Bale e soci galleggiano a -6 dal Siviglia e a -5 dal Barcellona. Zinedine Zidane ci vide assai lungo, quando lo scorso maggio a sorpresa annunciò l'addio al Bernabeu, intravedendo i segnali di un ciclo ormai avviato malinconicamente ai titoli di coda. E che qualcosa negli ingranaggi dell'Armada Invencible, dominatrice in Europa per tre stagioni consecutive, si sia incrinato forse irrimediabilmente, lo dimostrano anche casi come quello ha coinvolto Isco. Il centrocampista non è sceso in campo a Roma e tra lo stupore di tutti è stato spedito in tribuna da Solari.

La versione ufficiale parla di scelta tecnica, quella dei media spagnoli di frizioni tra i due: il nazionale spagnolo avrebbe mancato di rispetto all'argentino, tanto che Solari avrebbe preso in considerazione di lasciare per punizione il ribelle a Madrid. Alla fine, per evitare il rischio che i riflettori dei media si concentrassero sull'esclusione, lo ha aggregato al gruppo per la trasferta dell'Olimpico. Lasciandolo però in tribuna. E anche questa scelta dimostra come l'allenatore abbia il suo daffare per stoppare le sempre più crescenti pressioni sull'ambiente, e per evitare che le crepe dello spogliatoio si allarghino. Anche perché sarebbe tutto a svantaggio dello stesso Solari. Il gruppo dei senatori Blancos ha l'ultima parola nelle decisioni della società, basti pensare al veto di Sergio Ramos al possibile arrivo di Antonio Conte. E l'estensione del maldipancismo è  l'ultima cosa che in questo momento serve ai madrileni.

La finestra di mercato di gennaio si avvicina minacciosamente e con essa il suono delle sirene si fa più melodioso per i big incerti se cambiare aria o meno. Uno dei maggiori indiziati a fare le valigie è il già citato Isco, che ultimamente non starebbe brillando per impegno negli allenamenti ma che resta uno dei giocatori più talentuosi nel suo ruolo. Juventus e Manchester City, ingolosite, sono alla finestra. Ma i turbamenti di casa Real rischiano di riportare d'attualità i rumors riguardanti l'addio di Marcelo, anch'egli da mesi accostato ai bianconeri, come del resto Marco Asensio. Se mai divorzio sarà, più facile che si consumi in estate, nell'ambito della rivoluzione-rifondazione immaginata da Perez. Poi c'è il solito Karim Benzema, uno che da almeno due stagioni sarebbe in attesa con la valigia in mano.

Occhio, poi, alle parole dell'agente di Gareth Bale a 'Tuttosport': "Gareth sta molto bene al Real ma nel mercato niente è impossibile. Ronaldo è stata una perdita importante per il Real Madrid. E Gareth amava giocare con Cristiano...". Altro Blancos che guarda all'Italia è Luka Modric, che l'Inter non ha mai perso di vista: e l'interesse, rivelato dai tabloid d'Oltramanica, dei campioni d'Europa per il danese Eriksen del Tottenham in questo senso è una buona notizia per i nerazzurri in vista di una trattativa per il vicecampione del mondo. Proprio Modric lunedì riceverà, salvo colpi di scena, il Pallone d'Oro. E chissà che il riconoscimento non aiuti a riportare un po' di serenità e di fame in casa Real, club non certo abituato a vedere vincere gli altri.

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