Milan, tutto come previsto per Higuain: squalifica di due giornate. E Salvini lo bacchetta

Il Vicepremier: "Mi sono vergognato. È pagato per controllarsi, non può andare contro all'arbitro"

Sono due le giornate di squalifica comminate a Gonzalo Higuain cacciato dall'arbitro Mazzoleni nel finale di Milan-Juventus. L'attaccante rossonero è stato sanzionato dal giudice sportivo "per proteste nei confronti degli Ufficiali di gara; per condotta gravemente irriguardosa nei confronti del direttore di gara, essendosi avvicinato al medesimo, all'atto dell'ammonizione per proteste al 38° del secondo tempo, in modo scomposto e minaccioso, e avendo reiterato platealmente le proteste al momento dell'allontanamento dal terreno di giuoco". Il "Pipita" salterà quindi la sfida per il quarto posto all'Olimpico, contro la Lazio, e il match di San Siro contro il Parma.

Oltre a Higuain, il giudice sportivo di Serie A ha sanzionato altri tre giocatori, tutti per un turno: Brozovic (Inter), Linetty (Sampdoria) e Rincon (Torino). Tra gli allenatori, una giornata di stop al neo allenatore dell'Empoli, Beppe Iachini, "per avere, al 45° del secondo tempo, proferito un'espressione blasfema in occasione di una sostituzione; infrazione rilevata dal Quarto Ufficiale".

 Il Vicepremier Salvini stringe la mano al capo dell'Aia, Marcello Nicchi

Salvini contro Higuain. Intervenuto in conferenza stampa al Viminale con il capo degli arbitri Marcello Nicchi, il ministro dell'Interno Matteo Salvini, da sempre tifoso del Milan, critica duramente l'atteggiamento avuto da Higuain contro la Juve: "Da milanista mi sono vergognato del suo comportamento. È stato indegno". "Quando sei pagato milioni di euro per controllarti - continua il Vicepremier - non puoi andare mento a mento con l'arbitro (Mazzoleni, ndr) altrimenti un ragazzino su un campo di provincia si sente legittimato a farlo. Vado contro al mio interesse di tifoso ma spero in una squalifica lunga".

La soliderietà dal Vicepremier agli arbitri dilettanti. Salvini si è poi schierato dalla parte dell'arbitro aggredito a Roma in una partita dei Dilettanti domenica 11 novembre. Sull'iniziativa di sciopero dei direttori di gara della regione Lazio il Vicepremier dice: "Faccio un plauso. Da ministro farò tutto il possibile per portare disciplina e rispetto sui campi di calcio. I delinquenti vanno sanzionati. Mi rifiuto all'idea di militarizzare i campi di mezza Italia perché sarebbe una sconfitta ma con oggi chi sbaglia paga e paga pesante". "Siamo davanti ad un'emergenza educativa - aggiunge - difendo i confini, abbatto le ville dei Casamonica, non pensavo ci fossero da difendere anche i campi da calcio". "Nella stragrande maggioranza dei casi di aggressione agli arbitri - conclude - il direttore di gara è stato picchiato da un calciatore. Per quanto mi riguarda chi compie questi atti deve essere radiato".

Gravina e le curve italiane. Il riferimento di Salvini va poi al neo eletto presidente della Figc, Gabriele Gravina: "Si è insediato da poco - dice - e sono sicuro che nel giro di qualche mese ci sarà aria più pulita sui campi di calcio". E sulle curve italiane: "Bisogna fare pulizia dove c'è necessità senza fare di tutta un'erba un fascio. Sono stato in curva per sette anni e non ho mai alzato un dito. Non voglio generalizzare o criminalizzare un settore". 

Per ultimo, anche una frecciata al presidente del Coni, Giovanni Malagò: "Se mi sente si arrabbia - conclude Salvini -, ma se ne farà una ragione: spero che il Coni metta meno soldi per l'alto livello e più per il basso. È quello lo sport che mi interessa".

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