Gabrielli: Scommesse nel calcio terreno per infiltrazioni mafiose
"Nel 2015 il settore ha superato gli 88 miliardi di euro di ricavi"

Il settore delle scommesse legate agli incontri di calcio, "soprattutto nelle categorie minori", è uno dei settori storici dei "sodalizi delinquenziali". Lo dice il capo della polizia, Franco Gabrielli, in audizione in commissione Antimafia.  Con lo sviluppo del betting online, aggiunge, "il settore è entrato in una fase di costante crescita di fatturati, a cui è corrisposta una presenza capillare dei punti scommessa sul territorio, la cui presenza nel 2016 è di 13.500 unità, il 20% delle quali concentrato in Campania". Secondo alcune stime l'entità delle scommesse sia in modalità online che offline è pari a "3 miliardi di euro l'anno". "Vanno aggiunte le puntate raccolte dai bookmaker all'estero che viene calcolato 53 milioni di euro per partita e si contano 73 tipi di scommesse per ogni tipo di partita di serie A e 31 del campionato Primavera".

"Il giro d'affari del calcio in Italia nel 2015 ha raggiunto 3,7 mld di euro, pari a quasi 5,7 punti di Pil nazionale". Gabrielli ha aggiunto: "Questo fatturato è concentrato al 70%, pari a 2,6 mld sulle 102 società di calcio professionistico. Mentre il settore dilettantistico e giovanile genera il 24% dei ricavi, pari a 913,3 milioni di euro. Il merchandising ha una rilevante voce del fatturato. A questo si aggiungono i ricavi generati di ritorno in altri settori, primo tra tutti quello delle scommesse, che nel 2015 ha superato gli 88 miliardi di euro. Le acquisizioni investigative degli ultimi anni mettono in luce come la criminalità organizzata abbia perseguito un'articolata strategia di infiltrazioni. Il segmento più a rischio è quello del cosiddetto calcio minore che offre di effettuare operazioni finanziarie di media entità. Senza incorrere nei controlli che riguardano le grandi società".

© Copyright LaPresse - Riproduzione Riservata