Figc, tre candidati più Lotito. Al voto il 29. Rischio stallo
Il mondo del calcio fatica a rinnovarsi. In corsa Tommasi (Aic), Gravina (LegaPro) e Sibilia (Lnd) che è leggermente favorito. Cairo: "Non voterei Lotito"

Cosimo Sibilia, Gabriele Gravina e Damiano Tommasi (nella foto). In giornata il numero uno della Lega Dilettanti, quello della Lega Pro e la massima carica dell'Assocalciatori hanno ufficializzato la loro candidatura alla presidenza della Figc, con l'intento di occupare la poltrona di Carlo Tavecchio rimasta vacante dopo il flop azzurro per la mancata qualificazione al Mondiale in Russia.

In vista delle elezioni del 29 gennaio prossimo si fatica però a intravedere chi sarà l'uomo chiamato a portare il calcio italiano fuori dalle sabbie mobili in cui si trova attualmente, tra una Lega di A in fase di stallo che non riesce a rinnovare le proprie cariche e un ct da cui ripartire dopo il divorzio con Ventura per aprire un nuovo ciclo. Senza contare le riforme, necessarie per svecchiare un movimento fermo da anni, che continuano inesorabilmente a essere rinviate.

Forte del 34% su cui può contare in quanto sostenuto dalla Lnd, Sibilia parte con i favori del pronostico e in ogni caso rappresenta un interlocutore fondamentale per chiunque voglia costituire una maggioranza anche per allontanare lo spettro del commissariamento da parte del Coni. Gravina, rappresentante della Lega Pro, si presenta con una fetta del 17%, mentre Tommasi arriva poco più sopra, al 20%, ma è supportato nella corsa alla presidenza anche dall'Assoallenatori (10%). Chiaro come con questi presupposti il ruolo svolto dalla Lega A, che da sola vale il 12% della 'torta', sarà determinante nella scelta del nuovo numero uno di Via Allegri.

Nella massima serie però regna il caos: Carlo Tavecchio è il commissario di una Lega che da mesi non riesce a rinnovare i propri vertici, e il nome di Claudio Lotito come possibile alternativa ai nomi attuali nella corsa alla Figc non 'scalda' tutti i presidenti dei 20 club di Serie A. A cominciare da Urbano Cairo. "Lotito candidato credibile? Secondo me no", ha detto a chiare lettere il numero uno del Torino in un'intervista al programma 'Tutti Convocati' su Radio 24. "L'ho detto chiaramente nella assemblea di venerdì, l'ho detto a tutti i colleghi presidenti e l'ho detto anche a lui - ha raccontato - Gli ho detto 'sei bravo a fare il presidente della tua squadra, sei bravo come imprenditore, hai fatto buone cose ma per pensare e per fare il bene comune ci vogliono persone diverse, con attenzione e con attitudini diverse, che secondo me tu non hai. Quindi io non ti voterò'". In questa situazione ad appena due settimane dal voto ogni scenario appare ancora possibile.

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