Figc, Tavecchio si dimette e accusa. Si va verso il commissariamento
Il presidente uscente: "Contro di me sciacallaggio politico". Malagò: "Io commissario? Difficile" | La giornata in tempo reale

Il presidente federale Carlo Tavecchio ha deciso di dimettersi dopo la disastrosa mancata qualificazione dell'Italia ai mondiali di Russia 2018. A renderlo noto ai cronisti è stato il presidente degli arbitri Marcello Nicchi, a poco meno di un'ora dall'inizio del consiglio federale della Figc.

Tavecchio avrebbe parlato di "sciacallaggio politico e ambizioni" nella sua breve relazione ai consiglieri federali. Questi secondo l'ormai ex numero uno di Via Allegri i motivi per cui non si è potuta fare una "discussione seria" sull'accaduto. Per questo motivo il consiglio federale odierno di fatto non si è mai aperto. Tavecchio si è presentato leggendo la sua dichiarazione e questo ha messo fine a qualsiasi tipo di discussione. Ed è ormai chiaro che si va verso il commissariamento della Federcalcio. Il presidente del Coni, Giovanni Malagò lo ha annunciato indicando già la data di mercoledì 23 per l'avvio della procedura. Malagò ha spiegato che i motivi del commissariamento, adesso sussistono (due giorni fa aveva detto di no) perché "è venuta meno la funzionalità della governance della Figc". Tavecchio ha risposto che la cosa gli sembra molto grave.

Sul nome del commissario, è circolato quello dello stesso Malagò che, però, ha un'agenda troppo complessa e con impegni ravvicinati che gli impedirebbero di dedicare il tempo e l'attenzione necessarie al calcio. E qualcuno dice che, addirittura, si potrebbe finire per dare l'incarico allo stesso Tavecchio: una specie di miracolo all'italiana

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