Lega Serie A: ancora manca il nome per la Figc, ma Gravina resta in pole position

Sembra spianata la strada per l'elezione di Gabriele Gravina, presidente della Lega Pro, alla guida della Federcalcio. Il motivo è presto detto: l'assemblea di Lega Serie A non è arrivata a fornire un nome alternativo. Piuttosto i venti club riuniti in via Rosellini, a Milano, hanno approvato per ora un programma per il futuro del governo del pallone, che viene da un commissariamento e su cui, evidentemente, c'è molto da lavorare. E da questo piano di lavoro si partirà per la discussione.

A meno di colpi di scena dell'ultim'ora (c'è tempo fino a domenica per la presentazione delle candidature) in vista delle elezioni del 22 ottobre in via Allegri, al momento, il nome di Gravina è l'unico che compare sulla scheda elettorale. La fotografia della situazione attuale l'ha scattata il presidente della Lega Serie A, Gaetano Miccichè, alla fine dell'assemblea rimasta aperta da inizio settimana: "Lunedì 8 (alle 12 è in programma un Consiglio di Lega, ndr) Gravina verrà in via Rosellini, avverrà il primo confronto sui programmi". Entrando nel dettaglio, lo stesso Miccichè ha spiegato: "Abbiamo riverificato il nome attuale di Gravina, persona che conosciamo e stimiamo. Nello spirito di quello che deve essere una nuova fase di unitarietà, di supporto e, se possibile, di condivisione delle società, abbiamo deciso di presentare il più velocemente possibile il nostro programma a Gravina per verificare le compatibilità con il suo, che mi sembrano numerose, e per verificare se c'è la possibilità di appoggiare la sua candidatura".

Insomma, facendo un po' di calcoli, il 63% "granitico" dell'attuale presidente della Lega Pro (ipse dixit) può decisamente salire. Il 5% e il 12% dei voti, rispettivamente della Lega B e della Serie A, anche se solo in parte, potranno confluire verso di lui. L'incognita è che il nome di Gravina possa non piacere a tutte le 20 squadre del massimo campionato, con un voto a testa a disposizione. "Abbiamo ritenuto che il programma fosse più importante del nome. Io credo - ha puntualizzato in ogni caso Miccichè - che in un futuro è logico e naturale che un prossimo presidente federale possa essere espressione della Lega A, adesso ci siamo trovati di fronte a un altro nominativo (Gabriele Gravina, ndr) che è sostenuto dalla maggior parte delle componenti".

D'altronde, anche la Lega B è allineata su questa posizione. Perché il presidente Mauro Balata, nel pomeriggio, ha parlato chiaro: "Siamo armonici e uniti con la Lega Serie A. Non abbiamo preclusioni, nemmeno nei confronti del presidente Gravina, persona di grande cultura calcistica, il problema sono i temi e noi saremo lì vigili". Intanto, è stata rinnovata la governance della Lega B: Marco Mezzaroma, co-proprietario della Salernitana con Claudio Lotito, è il nuovo vicepresidente, nel Consiglio direttivo entrano anche Giovanni Vrenna (Crotone), Oreste Vigorito (Benevento) e Paolo Rossi (Cremonese).

© Copyright LaPresse - Riproduzione Riservata